Press & Review concerti di settembre-ottobre

Victoria Williams: emozioni che toccano
di Alessio Brunialti

 

 

 

 

 

Alessio Brunialti C ommuove, Victoria Williams, e incatena lo sguardo su di lei. Mercoledì sera sul palco di un club Allunaetrentacinquecirca stracolmo di appassionati, lei e gli Original Harmony Ridge Creek Dippers, capitanati dallo stralunato marito, Mark Olson, hanno regalato quasi due ore di brividi ai presenti. Victoria è un personaggio che fuoriesce da ogni tentativo di descrizione. Quando suona è completamente persa in un suo mondo fatto di musica e poesia e sembra non accorgersi di quello che le succede attorno. Modula la sua voce, acutissima, particolare, e si perde nei meandri delle melodie. Non è facile, neanche per Olson, starle dietro e, alla fine, il bassista ha esclamato divertito: «Se solo avessimo una chitarra in più per dare più coesione al sound». Ma anche così l’effetto è gradevolissimo. I brani partono quasi sempre zoppicando, anche perché non esiste una scaletta predefinita e la Williams parte per la tangente senza aspettare gli altri, quasi immediatamente raggiungono un punto di incontro per poi toccare attimi struggenti negli impasti vocali, nei lunghi e trascinanti chorus di brani che si vorrebbe non finissero mai. Da ricordare l’iniziale A Little Bit Of Love che ha stabilito il tono piacevolmente informale della serata, un’emozionante Holy Spirit (qualcuno l’ha ancora nelle orecchie eseguita a due voci con Michelle Shocked a Sesto Calende qualche tempo fa), la celebre Fryin’ Pan , la rilettura di Jobim di Water To Drink . Olson propone il tono greve della sua voce per brani tratti dal suo ultimo album e My Own Jo Ellen e Ben Johnson’s Creek non sfigurano al confronto dei brani della consorte. Poi cade una chitarra e si scorda. Provvede Olson e quindi Victoria accenna una What A Wonderful World magica, quasi irreale, pressoché insostenibile per l’intensità emozionale. Conoscendola, conoscendo il male che l’affligge, non si può che restare senza parole di fronte a una prova artistica così toccante. Per chi volesse ripetere l’esperienza gli Original Harmony Ridge Creek Dippers sono attesi stasera alla Sala Marna di Sesto Calende in compagnia di Giorgio Conte e Luca Ghielmetti.

dalla Provincia di Como del 2.11.01



Victoria Williams: indimenticabili emozioni
di Maurizio Pratelli

Ancora un "dolce sollievo", solo così si può descrivere il concerto che mercoledì scorso Victoria Williams ha tenuto All'1&35circa di Cantù. Credo ci siano pochi artisti in grado di suonare con la stessa contagiosa passione, il pubblico la segue incantato dalle emozioni che solo la sua musica sa trasmettere. Sul palco ad assecondarla, una chitarra acustica, la batteria e soprattutto Mark Olson. Marito di Victoria nella vita, l'ex cantante dei Jayhawks diventa indispensabile in ogni canzone con la sua voce, con i suoi strumenti, con la sua proverbiale amorevole pazienza. Se da una parte ci sono le canzoni a rendere indimenticabile la serata, dall'altra ci sono i siparietti tra un pezzo e l'altro, a renderla unica. Infatti, sul palco, Mark e Vic tra un plettro o un'armonica che non si trovano, decidono quale sarà il prossimo pezzo. Tutto è improvvisato, ma è dall'ultimo cd Water To Drink, dal memorabile Loose e da Swing The Statue, che sono tratti buona parte dei pezzi della scaletta. Joy Of Love, Holy Spirit, una versione da brivido di What A Wonderful World, che aiuta, di questi tempi a crederci ancora, sono momenti di altissimo livello musicale, più volte sottolineati dagli applausi del pubblico. Victoria passa con disinvoltura e indubbia capacità, da un'acustica old Gibson, ad una Fender Telecaster, ad un banjo, cantando (recitando?) ogni pezzo, con quella dolce vocina che la rende indiscutibilmente inimitabile. La sua musica che sembra unire folk, country e jazz con rara sensibilità, lascia per un attimo spazio a Mark Olson che ci riporta, seduto con un dulcimer sulle gambe, alla musica più country dei suoi "Original Harmony Ridge Creek Dippers". E My Own Jo Ellen, tratta dall'omonimo ultimo cd, è una ballata di rara bellezza. Il locale è pieno e l'atmosfera che si respira, la magia che questi artisti hanno saputo creare culmina con una esplosiva richiesta di bis. E' il momento di Crazy Mary. Il concerto è finito, gli sguardi di un pubblico che non parla e si cerca con gli occhi dicono tutto. Una serata memorabile.

dal Corriere di Como del 2.11.01



L'arrivo di Victoria Williams All’1&35circa di Cantù
mercoledì 31 ottobre
di Maurizio Pratelli
L'arrivo di Victoria Williams All’1&35circa di Cantù mercoledì 31 ottobre

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 E’ un grande avvenimento per tutti gli appassionati di musica, un’occasione unica per coloro che ancora non la conoscono. Mi è difficile parlare di questa artista senza ripensare alle emozioni che i suoi concerti sanno trasmettere. L’ho vista per la prima dal vivo solo quest’anno, l’occasione era l’ormai insostituibile “Only a Hobo Festival” a Sesto Calende. Dopo aver duettato con Michelle Shocked, aveva dato vita ad un set memorabile. Qualche giorno dopo ho assistito nuovamente, questa volta in Svizzera, ad un suo concerto, e l’atmosfera più intima di quella serata, aveva trasmesso sensazioni forti che andavano oltre la musica. La teatralità di Victoria sul palco è una di quelle cose che rendono il personaggio unico. I continui dialoghi con il marito Marc Olson, tra una canzone e l’altra, sono oramai memorabili, li lega un affetto così forte che il palco ne è il naturale amplificatore. Marc che pure ha avuto un passato glorioso, è stato il cantante dei Jayhawks, lasciati solo quando il nuovo percorso verso il pop era diventato incontrovertibile, sulla scena con Victoria si mette quasi in disparte e sembra spesso cercare un “ehi, è tutto ok ?” negli occhi di Vic. Marc Olson ha ora una nuova band, la stessa che suona anche nei dischi di Victoria Williams, “The Original Harmony Ridge Creek Dippers” e il loro ultimo cd “My Own Jo Ellen” è un bel disco di country-folk americano. Qualche anno fa la vita di Victoria Williams venne toccata profondamente da una grave malattia, la sclerosi multipla. Fu solo grazie all’aiuto dell’intera comunità musicale americana che, mobilitandosi in massa, attraverso due benefit, uno a New York e l’altro a Los Angeles, le permise di pagarsi le costosissime cure che la malattia richiedeva. Ma Vic non si è abbattuta e da allora vive la vita in maniera diversa, come un dono quotidiano. Dopo aver vissuto per anni a Los Angeles si è trasferita con il marito nel mitico Joshua Tree, una specie di paradiso terrestre degli artisti, dove il clima secco, favorevole alla malattia, e il contatto con la natura, le hanno dato nuova linfa. Il debutto discografico di Victoria Williams “Happy Come Home” risale al 1987 (in quegli anni era ancora sposata con Peter Case, altro grande songwriter che vedremo sempre All’1&35circa il prossimo venerdì 16 novembre) e da allora ha inciso una decina di cd. Il memorabile “Loose” del 1994, famoso soprattutto per “Crazy Mary” resta, probabilmente, il suo lavoro più bello anche se, il recente “Water to Drink”, è un disco bellissimo, dove l’amore dell’artista per Joni Mitchell, per il jazz (basta ascoltare la title track) appare in tutta la sua forza. Ma se c’è una canzone per la quale vale la pena acquistare il disco, questa è sicuramente “Joy Of Love”, un vero sigillo alla grandezza di Victoria come donna e come artista. Lo scorso maggio alla conferenza stampa che avevano tenuto a Vinilmania a Milano, avevo chiesto a Victoria e a Mark in che maniera il loro amore nella vita avesse influito nelle scelte musicali. Per trovare la risposta, quella che va oltre le parole, bisogna provare a vederli e a sentirli, anche con il cuore, dal vivo.

da comusic 30 ottobre 2001


Tutto esaurito per Seth Yacovone all'Una e trentacinque circa
di Maurizio Pratelli
Quando Set Yacovone, sabato scorso, è salito sul palco del club canturino All'1&35circa, per un attimo ho avuto la sensazione di trovarmi di fronte ad uno dei personaggi della celebre serie "La casa nella prateria".  Quella faccia da bambino e la semplicità di un figlio della provincia americana hanno subito conquistato il pubblico giunto numeroso (tutto esaurito) per assistere alle performance del giovanissimo (23 anni) chitarrista del Vermont e della sua band. La loro musica tra blues, funky e qualche spruzzata di soul, non può prescindere dalla chitarra elettrica di Set Yacovone, suonata con assoluta padronanza e personalità, che detta tempi, ritmi, improvvisi stop e portentose accelerazioni. La sezione ritmica con Tommy Coggio al basso e l'ottimo Steve Hadeka alla batteria, continua a cercare le note che spesso Set sembra improvvisare, ma la band è ben affiatata e le chiusure sono perfette. E così tutto il concerto ruota e scorre attorno agli assoli di Set, più volte sottolineati dagli applausi spontanei del pubblico, che però hanno il pregio di non sembrare virtuosismi fini a se stessi ma parte integrante della sua musica, che dal vivo riesce a trovare lo spazio creativo di cui ha assoluto bisogno. Gran parte delle canzoni proposte sono tratte dal nuovo cd, il quarto della loro carriera, "Standing On The Sound" compresa l'impronunciabile "Gnashing Golgotha Footstomp Shiding Blues" o del precedente "Dannemora" come la splendida  "Restraint" uno dei loro pezzi più belli. Inevitabile la richiesta a gran voce del bis e così la serata si conclude, non poteva essere diversamente, con una accattivante versione di "On a Night Like This" di Bob Dylan dove Set Yacovone conferma di avere anche una splendida voce.

da comusic 30 ottobre 2001



Yacovone live a Cantù tra Hendrix e B.B. King
di Maurizio Pratelli
Set Yacovone, talentuoso cantante e chitarrista del Vermont è per la prima volta in tournèe in Europa insieme alla band e farà tappa All’1&35circa di Cantù di Via Fossano 20, sabato 27 ottobre. Set Yacovone ha solo 22 anni e già un lustro di esperienza alle spalle con 3 cd  indipendenti incisi.  Bobfred’s Bathtub Minstrel, il primo lavoro è un disco blues con l’aggiunta di humour poetico nei testi ed è stato definito “cura contro la noia”. La loro opera seconda, dove sono evidenti le inclinazioni per il funky e le improvvisazioni, è Yessir!, una registrazione dal vivo che, insieme a Dannemora, il terzo cd, ha avuto un ottimo riscontro di critica e vendite anche in Italia.  Ora, in occasione del tour italiano Set Yacovone Band presenterà il nuovo cd, "Standing on the Sound" registrato la scorsa estate nello studio di Trey Anastasio chitarrista dei Phish, probabilmente la miglior jam band americana, con la quale lo stesso Set ha avuto l’onore di suonare dal vivo durante un concerto nel Massachussets davanti a quattordicimila persone. Se nella voce spesso è stato paragonato a John Fogerty, il mitico cantante dei Creedence,  nello stile chitarristico dimostra di aver ben assorbito le lezioni di maestri come Stevie Ray Vaughan e Jimi Hendrix. Una musica combo a cavallo tra jam e blues nella quale emergono le influenze esercitate da artisti come B.B.King e Tom Waits o gruppi come i Gov’t Mule  e gli Allman Brothers e che trova  nella dimensione live tutta la sua potenzialità espressiva. Set Yacovone è accompagnato da Tommy Coggio al basso e Steve Hadeka alla batteria. Il concerto avrà inizio alle 22.

dal Corriere di Como del 27.10.01



La chitarra di Seth Yacovone stasera a Cantù
di Alessio Brunialti
 

 

 

Arriva da Burlington, Vermont, e già questa notizia dovrebbe bastare a far sdilinquire i fan dei Phish. E con il gruppo (disciolto?) di Tray Anastasio ha jammato in più di un’occasione. È Seth Yacovone, di scena stasera alle 22 sul palco del club canturino Allunaetrentacinquecirca di via Fossano 20 (per prenotazioni 031/71.44.48). In questo primo tour italiano il chitarrista dai lunghi capelli presenterà l’ultimo album «Standing On The Sound», il quarto di una carriera basata soprattutto sui concerti e sul passaparola del pubblico piuttosto che sui risultati delle classifiche, sempre troppo avare nel gratificare i musicisti veri. Blues, funky, soul, country, insomma, “american music” a go go dispersa nelle lunghe improvvisazioni (le più memorabili portano titoli bislacchi come la recente «Gnashing Golgotha Footstomp Shinding Blues») che guardano a modelli imprescindibili quali Grateful Dead e naturalmente gli stessi, conterranei, Phish.

dalla Provincia di Como del 27.10.01



Il Rock dei Macno  All'1&35circa
di Maurizio Pratelli
Macno

 

Questa sera alle 22 al Club canturino All’Unaetrentacinquecirca, sono di scena i Macno, una delle rock band emergenti della nostra provincia. Macno è un nucleo musicale per strumenti elettrici e voce, composto da Mimmo Nespoli, Saro De Giacobbe, Alessandro Pace e Lele Leoni. La loro musica è difficilmente classificabile; atmosfere liquide e rarefatte s'insinuano tra tappeti sonori rumorosi ed elastici e le liriche,mai banali,completano il tutto a colpi d'incandescenti cambi d'umore vocali. Molteplici le influenze,  dai ritornelli pop stile sixties, alle sonorità più aspre della scena post/punk d'inizio anni '80, passando per vie maestre disegnate dai gruppi più recenti, quali Muse, Coldplay e Radiohead.  Attualmente stanno lavorando al disco che, con ogni probabilità, uscirà ad inizio anno.

dal Corriere di Como del 25.10.01


Macno e Set Yacovone Band, due serate tra rock e  jam All'1&35circa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Macno e Set Yacovone Band,
due serate tra rock e jam All'1&35circa
di Maurizio Pratelli

 Il prossimo weekend di musica dal vivo All'1&35circa sarà all'insegna di due gruppi giovani che, almeno apparentemente hanno in comune solo la passione per la musica. Sto parlano dei comaschi Macno e degli americani Set Yacovone Band. Se i primi hanno un percorso musicale vicino alla new wave e al punk rock di stampo inglese anni 80' e se fanno dei Muse, dei Radiohead, dei Coldplay i gruppi guida di questi ultimi anni, i secondi, invece, sono molto vicini al rock blues delle grandi band americane stile Allman Brother, Gov't Mule e alle jam band come i grandi Phish.
Venerdì 26 ottobre alle 22.00 i Macno (Mimmo Nespoli, voce e parte letteraria, Saro De Giacobbe, chitarre e Rumori, Alessandro Pace, bassi e mood, Lele Leoni, tamburi e affini) con la loro musica fatta di atmosfere liquide e rarefatte cercheranno di conquistare il pubblico dell'ormai celebre club canturino. Gruppo nato e cresciuto a Como, i Macno, hanno un repertorio di sole canzoni originali scritte e arrangiate dai suoi quattro componenti. Un repertorio che è stato presentato dal vivo svariate volte. Attualmente stanno preparando un cd la cui uscita è prevista per l'inizio dell'anno.
Sabato 27 ottobre sempre alle 22.00 sarà invece la volta di Set Yacovone Band, gruppo che prende il nome dal corpulento leader, Set Yacovone appunto che, solo ventiduenne, ha già alle spalle una carriera di tutto rispetto. Tre cd già incisi tra i quali spiccano lo splendido live Yessir ! e Dannemora, entrambi ottimamente recensiti da Buscadero - la Bibbia della musica americana - che, insieme al grande Carlini della Only a Hobo Promotion, ha promosso la tournèe di questa band proveniente dal Vermont. Se nella voce Set è stato spesso paragonato a John Fogerty, il mitico cantante dei Creedence, nello stile chitarristico dimostra di aver ben assorbito le lezioni di maestri come Stevie Ray Vaughan e Jimi Hendrix. Una musica a cavallo tra jam e blues che trova nella dimensione live tutta la sua potenzialità espressiva. Set Yacovone è accompagnato da Tommy Coggio al basso e Steve Hadeka alla batteria e in occasione del tour italiano presenterà il nuovo cd, "Standing on the Sound"" registrato la scorsa estate nello studio di Trey Anastasio chitarrista dei Phish, probabilmente la miglior jam band americana, con la quale lo stesso Set ha avuto l'onore di suonare dal vivo.

da comusic 22 ottobre 2001



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Schinina presenta il nuovo cd venerdi' 12 ottobre All'1&35circa
di Maurizio Pratelli

L'ultima volta, insieme alla sua Level Blues Band, aveva diviso il palco del club canturino All'1&35circa con Willie Murphy, Ma nemmeno lui, il grande, bluesman di Minneapolis, era riuscito  a strappargli dalle mani la sua Fender, nemmeno per una canzone ! Questa sera, invece, Giancarlo Schinina avrà la scena tutta per se e soprattutto per presentare il suo nuovo cd solista "The Acoustic Blues Album" . Il titolo scelto già spiega, in buona parte, le intenzioni di questo cd che rilegge alcuni brani del blues più tradizionale. "The End Of The Game" e "Mighty Tigh Woman" sono ben riarrangiati dallo stesso Schinina mentre "Loneliness" e "Long Cold Rainy Winter" sono pezzi originali dello stesso Schinina.  Nelle note in inglese del cd Schinina dice: "se il blues fosse soldi sarei miliardario, ma il blues è solo blues, così sono qui con molti amici e questo nuovo album acustico" Insomma la musica del diavolo è pura passione, quella che trasuda ogni canzone di questo disco. Appuntamento quindi - All'1&35circa di via Fossano, 20 - questa sera alle ore 22.00. Oltre alla Level Blues Band che lo accompagnerà, saranno presenti sul palco numerosi ospiti. In un momento in cui, purtroppo, è più difficile viaggiare, una buona occasione per farsi trasportare tra le atmosfere tipiche dei luoghi sacri del blues americano. Ingresso con consumazione tel. 031.714448. Domani sera, sempre alle 22, sul palco del club canturino si esibiranno gli Unplugged di Aldo Guarisco.

dal Corriere di Como dell'11.10.01



 

 

 

 

 

All'1&35circa il Rock'n Roll di Tav Falco e l'unica data italiana di
John Common leader dei Rainville
di Maurizio Pratelli

Rock'n roll ! Questa è la parola d'ordine per il debutto della tournèe italiana di Tav Falco venerdì 5 ottobre alle 22.00 All'1&35circa di Cantù. L'eclettico chitarrista e cantante, sarà accompagnato dalla sua band, quei Panther Burns, simpaticamente soprannominati "Unapprochable". Una serata che promette scintille e non solo, infatti, le leggende delle loro "live performance", narrano che alcuni componenti del gruppo siano soliti fare stragi di cuori. Tav Falco, sulla scena americana da circa vent'anni, ha all'attivo una dozzina di album e cd, "Life Sentence" e soprattutto il doppio dal vivo "Midnight in Memphis", che ben rappresenta l'energia che il gruppo sa trasmettere sul palco e gli stili musicali che hanno attraversato la loro carriera, sono sicuramente i lavori più riusciti. Il pubblico che assisterà al concerto sarà travolto da un'ondata di rock'n roll, rockabilly e r&b e sarà davvero difficile restare seduti, "Great Ball of Fire" il divertente film sulla vita di Jerry Lee Lewis, nel quale Tav Falco ha recitato una parte, insegna qualcosa. E' mai finito un concerto del mitico Jerry Lee senza che prima, dopo averlo ben suonato ma anche pestato con mani e piedi, incendiasse il suo pianoforte ? Ma venerdì, ne siamo certi, ad infiammarsi sarà solo il pubblico. Le sorprese non sono però finite perché la nuova stagione "americana" del club canturino sarà teatro di un avvenimento unico in Italia. Ad aprire la serata, infatti, ci sarà John Common, leader e cantante dei Rainville, uno dei gruppi emergenti dell'area di Denver. La rivista specializzata Buscadero, ai quali lo scorso marzo ha dedicato un'ampia intervista, ha recensito con vero entusiasmo il loro cd d'esordio "Collecting Empties", una vera gemma del filone roots rock.

da comusic 4 ottobre 2001

 

venerdì  5  Tav Falco Official web site Biography Listen


All'1&35circa Andrea Parodi & la sua Band di grandi ospiti
di Maurizio Pratelli
Andrea Parodi e Paul Rigby

 

 

 

 

 

 

 

Sono passati solo pochi mesi, ero lo scorso maggio, da quando un ispiratissimo Andrea Parodi, aveva duettato sul palco con Bocephus King e la sua band in una serata acustica di grande spessore. "Nowhere At All" cantata da Bocephus, con Andrea a tradurre e inventare in simultanea il testo in italiano ha ancora il suo grido ...look at the moon, look at the moon,  che echeggia nelle nostre orecchie. "Calabrisella mia", poi, aveva chiuso l'intervento di Andrea con tutto il gruppo e i presenti che alzando i bicchieri di birra al cielo ne intonavano ogni strofa. Andrea Parodi torna venerdì 28 settembre sul palco del club canturino All'1&35circa di Via Fossano 20, per presentare il suo cd "Le Piscine di Fecchio". Prodotto dalla casa discografica dello stesso songwriter canadese King, il cd sarà disponibile a partire dal prossimo ottobre. E' un debutto, per chi ha avuto moto di ascoltarlo in anteprima, da cantautore maturo, ottimi testi, ottimi arrangiamenti e la chitarra di Paul Rigby che si fa sentire. Undici brani di cui otto originali  "La neve nel tempo" e "I Rododendri della sera", a mio avviso le più riuscite, due brani tradotti e riarrangiati, "Carolina" di Townes Van Zandt e la stessa "Nowhere at All" di Bochepus King che in italiano è diventata "Lui non c'è più" (scaricabile in formato mp3 sul sito www.andreaparodi.com) e a chiudete il cd una public domain come "Calabrisella mia". Questa volta ad accompagnare Andrea Parodi sul palco ci saranno il violinista Michele Gazich, entrato di recente a far parte della band di Massimo Bubola - dopo aver suonato con Michelle Shocked e recentemente anche con Eric Andersen - e Franco Dall'Olio al mandolino. Andrea, professionalmente ricco della recente esperienza canadese - lo scorso agosto ha suonato al mitico Railway Club di Vancouver, dove si sono esibiti musicisti del calibro di Taj Mahal, Los Lobos, Radiohead, Kd Lang - proporrà i brani del nuovo cd, inediti come la bellissima "Pane, arance e fortuna", accanto ad alcune riletture dei classici di De Gregori e De Andrè.

Return of the Blue Panther cd del 1990 di Tav Falco All’una & 35 si soffia sulle candeline
di Alessio Brunialti

Tanti auguri Allunaetrentacinquecirca di Cantù. Uno dei tempi della musica brianzola festeggia stasera il suo nono compleanno. E, come sempre, per fare ciò ha organizzato una festa dove sarà possibile, per gli amici e i musicisti, raggiungere il palco per delle jam sessions estemporanee. Questo senza dimenticare l’esibizione degli Unplugged, gruppo totalmente acustico capitanato da Aldo Guarisco, uno dei chitarristi storici della scena comasca. Con lui sul palco Paolo Vimercati (voce e chitarra), Alessandra Poletti e Irene Ruggirello (cori), Maurizio Lietti (basso) e Alessandro Ciullo (batteria). Il repertorio abbraccia innanzitutto quello del celebre album di Clapton che ha dato un nome al gruppo con diverse svisate nella storia del rock. In passato il palco canturino di via Fossano 20 è diventato celebre in Lombardia per aver ospitato esibizioni di numerosi musicisti americani, tradizione che conserverà anche in questa stagione con l’arrivo di Tav Falco, Seth Yacovone e Victoria Williams.

dalla Provincia di Como del 21.09.01


All'1&35circa star dal mondo. Oggi le cover degli Umplugged
di Maurizio Pratelli

 

 

 

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La scorsa stagione si è conclusa il mese di maggio con i concerti di David Todoran, Willie Murphy e Bocephus King. In particolare la serata acustica con il canadese Bocephus King,  coadiuvato da un ispiratissimo Andrea Parodi, è stata l'apice di una stagione ricca di emozioni. I nomi di spicco che hanno calcato il palco del club canturino All'1&35circa sono stati davvero molti. Una stagione iniziata con Eric Andersen e Tom Russel, proseguita con Jeff Finlin, Phil Cody  (la sua versione live di "Straight To Hell" dei Clash è stata indimenticabile), con Jerry Joseph, Ruth Gerson, e Dan Bern, solo per citarne alcuni. Luogo di culto e ritrovo insostituibile per tutti gli appassionati di musica americana, rock, roots e folk, il club, anche quest'anno annuncia un programma molto interessante. L'inaugurazione si terrà questa sera alle 21 per festeggiare i 9 anni di attività e saranno gli Umplugged, gruppo capitano dal grande chitarrista Aldo Guarisco a regalarci le prime note live della stagione. Già domani sera saranno seguiti dai Needle Case dell'ex De Sfross Lorenzo Livraghi con la loro musica old-time, ballate country-bluegrass, irish tunes, cajuns e altro.  E 5 ottobre il via ufficiale alla "stagione americana" con il concerto di Tav Falco, rocker sulla scena da quasi vent'anni, che trova proprio dal vivo, con i suoi Panther Burns, tutta l'energia di cui ha bisogno il  suo personalissimo rock'n roll. Successivamente, il 27 ottobre, sarà la volta di Set Yacovone Band, il cui ultimo cd "Dannemora" è stato osannato dalla critica specializzata, Buscadero su tutti. Il gruppo, originario del Vermont, fonde i suoni tipici di una jam band con quelli del blues rock. Poi due nomi che non hanno bisogno di presentazione. Victoria Williams e Peter Case. La prima, recente protagonista del Festival "Only a Hobo" a Sesto Calende (indimenticabile la sua performance in duetto con Michelle Shocked) e ancora fresca del successo che il suo ultimo cd "Water To Drink" sta ottenendo - canzoni come "Joy of Love" sono gemme pure - sarà All'1&35circa il 31 ottobre con il suo gruppo del quale fa parte il marito (emozionante il loro feeling sul palco) Mark Olson, non dimenticato cantante dei grandi Jayhawks. Per il secondo, autore di oltre una decina di cd basterebbe pensare a quanto ha detto di lui Bruce Springsteen in una recente intervista  a Rolling Stone: "è il cantautore che al momento sto ascoltando di più". Se volete imitarlo, in attesa dell'esibizione live del 9 novembre, ascoltate "Sings Like Hell" uno dei lavori più riusciti di Peter Case. A concludere la prima parte della stagione ci sarà il gradito ritorno di Jerry Joseph un vero "animale" da palcoscenico capace di suonare ininterrottamente per oltre 3 ore e Ron Lasalle. Quest'ultimo, con il suo cd "Too Angry To Pray" è stato una delle rivelazione del 2001.

dal Corriere di Como del 21.09.01


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