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Alessio Brunialti
torna All'1&35circa, poi Beatland, La Moranera e Teye.
di Maurizo Pratelli |
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Il club canturino All'1&35circa
dopo i grandi successi dei concerti di Victoria Williams, Set Yacovone
Band, Peter Case, Andy White vira la rotta per tornare, con la sola
eccezione di domenica sera, dalle parti di casa nostra. Una nuova
rotta che, lasciando per questa settimana le grandi strade
americane e l'irrequieta Belfast, ci propone a partire da questa sera Alessio
Brunialti & Friends, l'affermata cover band The
Beatland venerdì, il gruppo de La Moranera
con il loro nuovo cd Mediterraneo sabato e, per
concludere il weekend, domenica una caliente serata con il flamenco di Teye. Questa
sera, quindi, con inizio alle 22 toccherà ad Alessio Brunialti dare il
via a questo poker musicale che si può definire un viaggio senza
confini. Alessio Brunialti, voce e chitarra, sarà accompagnato sul
palco dal chitarrista Gianluca Tomasetta e ospiterà diversi
musicisti tra i quali Claudia Cantaluppi, voce, mandolino e tin
whistle. Non si può non definire Alessio Brunialti un
appassionato, un cultore di musica a 360°, passione che lo
porta a suonare con "La Kucina di Joe" fin dai primi anni '90,
frequentando i locali più belli e più sordidi di Como e guadagnando discreta fama con un repertorio schizofrenico che,
come dice lo stesso Alessio in una delle sue migliori recensioni, riflette
la dissociazione mentale del cantante. Successivamente entra a
far parte di vari gruppi ed inizia a collaborare con diversi musicisti del
comasco. Le stelle che lo guidano, i punti di riferimento musicali si
chiamano Tim Buckley, Nick Drake, Fred Neil, Tim Hardin, Brian
Wilson, John Lennon, Thom Yorke e l'immancabile Dylan. Dal '97 la
passione per la musica (grande collezionista di dischi & affini) si
trasferisce, dal punto di vista professionale, dal plettro alla
penna, diventando un apprezzato giornalista, autore tra l'altro
anche di due volumi sulla storia del rock. Ma pur appesa al chiodo, il
richiamo della chitarra è sempre forte ed è proprio in serate
come quella di stasera, senza scalette, improvvisando di colpo
brani che nessuno, soprattutto i musicisti che lo accompagnano, hanno
mai sentito, dove le canzoni si alternano senza un logica
predefinita, che Alessio ritrova quella voglia di suonare che pulsa
oltre la penna, oltre il computer che invia i suoi pezzi alle rotative
della Provincia.
E domani sera tocca ai Beatland,
un'altra storia di grande passione che ha portato quattro comaschi
sulle strade di Liverpool per riproporre, con la fedeltà di un grande
amore, i successi dei Beatles e soprattutto quelle b side che
qualche forse qualcuno tra i più giovani, ancora non
conosce.
da Comusic 28 novembre 2001 |
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L’irlandese
ritorna sul palco del club canturino «All’unaetrentacinquecirca» Il folk rock di Withe si gusta secco Ballate di ampio respiro che affrontano temi privati e politici di Alessio Brunialti |
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Gradito ritorno stasera alle
22 sul palco del club canturino All’unaetrentacinquecirca di via Fossano
20. Farà infatti capolino Andy White, folksinger irlandese che è oramai
un aficionado del locale dove giunge per presentare i brani del suo
ultimo, omonimo, album, l’ennesimo di una carriera lunga e piena di
soddisfazioni. Forse non ha mai realizzato un capolavoro, ma tra i suoi
dischi (tra gli altri sono da citare almeno Kiss The Big Stone ,
Destination Beautiful e Altitude , quest’ultimo realizzato con il
supergruppo Alt) si nascondono sempre gemme preziose, brani incisivi
capaci di emozionare come Six String Street , Street Scenes From My Heart
, Between A Man And A Woman e la bellissima Looking For James Joyce’s
Grave , forse la sua canzone più importante, un tributo da un irlandese
di Belfast al grande “dubliner”. Lo stile è un folk rock secco e
senza abbellimenti superflui. In molti lo hanno paragonato, per lo
spirito, a un altro outsider di razza, Billy Bragg (e i due sono amici:
l’ultimo incontro risale alle session di Mermaid Avenue anche se nulla
è stato, purtroppo, pubblicato). Senza dubbio White si avvicina
all’illustre collega più quando si trova a scrivere brani intimistici
che affondano i testi nel privato che nei proclami politici che non gli
appartengono, almeno non in tale evidenza. Quest’anno White festeggia il
quindicesimo di carriera (era l’ormai lontano 1986 quando si affacciava
nei negozi con Rave On ), dopo essersi autocelebrato con una bella
raccolta e aver avuto l’onore di pubblicare un disco, Speechless , con
la Real World, l’etichetta di Peter Gabriel specializzata in musica
etnica. Per l’ultimo disco è tornato sulla strada dell’autoproduzione
per conservare appieno l’indipendenza. Il risultato sono sedici ballate
di ampio respiro. Spiccano la dichiarazione d’intenti di Let Me Be Free
, la breve Come With Me e l’irlandesissima St. Patrick’s Day
dalla Provincia di Como del giorno 8.11.01 |
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White, magie d'Irlanda a
Cantù Nell'ultimo cd il cantante di Belfast schiaccia l'occhio al pop di Maurizio Pratelli |
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Andy White uno dei
cantautori Irlandesi più originali e creativi dell'ultimo decennio, sarà
questa sera protagonista di un live acustico al club canturino
All'1&35circa. Amatissimo in patria, tanto che quando un paio d'anni
fa lasciò la terra di Joyce, un giornale nazionale titolò con
rammarico: "Andy White ha lasciato il paese" E lo
lasciò, con all'attivo ben sette dischi che raccontavano della sua
terra, per andare a vivere in un anonimo paesino della Svizzera.
Voleva essere al centro dell'Europa e lontano dalle naturali influenze che avevano condizionato fino ad allora la sua musica. Ed è proprio con questi presupposti che è nato l'ultimo cd, l'omonimo Andy White, un disco che cambia, seppur non radicalmente, il modo di fare musica dell'artista di Belfast. Si allontana in parte dal folk per avvicinarsi ad un suono più colorato, raccontando nuove storie, nate da esperienze vissute lontano dalla sua terra. Pur con qualche strizzatina d'occhio al pop, il tutto è fatto con gran classe e non si perdono le influenze di Van Morrison o dei Beatles. Così le belle canzoni che ne fanno parte sono molte, Let Me Be Free, alla quale ha collaborato anche Edoardo Bennato, Sunsire, la dolcissima Deeper Water, Come With Me, I Want It Straight, stupendo episodio nel quale ben si sente anche il piano di Larkovic, conosciuto, fatto curioso proprio un paio di anni fa quando il pianista era tra il pubblico dell'1&35 a Cantù ad assistere ad un suo concerto. Le origini musicali di Andy White risalgono a Rave on Andy White esordio solista del 1986 subito seguito da Kiss the Big Stone. Due ottimi lavori che portano Andy White ad essere molto apprezzato anche al di fuori del suo paese, in Inghilterra e in Italia in particolare. Tutti i dischi di White sono impreziositi dai suoi originalissimi disegni e sul bellissimo sito www.andywhite.com potrete trovarne alcuni esempi insieme a mille curiosità, notizie e qualche demo mp3 dall'ultimo cd del quale è anche raccontata la storia della nascita di tutte le canzoni che lo compongono. Per chi ancora non lo conosce e volesse avvicinarsi alla sua musica ci sono due dischi che ne raccontano bene la carriera: Compilation e Rare. Ma, come sempre, il modo migliore per avvicinare un musicista ed apprezzarne la sua arte è ascoltarlo dal vivo e questa sera alle 22.00, ingresso con consumazione, l'occasione è davvero unica e imperdibile. dal Corriere di Como del 22.11.01 |
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Peter Case Band live a
Cantù di Maurizio Pratelli |
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Non finisce di stupire la
programmazione di queste settimane al Club canturino All'1&35circa. Infatti
dopo il grandissimo successo delle serate con Set Yacovone, Sulutumana,
Victoria Williams, e Bocephus King, questa sera tocca a Peter Case, uno
dei più grandi songwriters americani. Addirittura, in una recente
intervista Rolling Stone, la prestigiosa rivista musicale americana, Bruce
Springsteen ha affermato che Peter Case è uno dei musicisti che sta
maggiormente ascoltando in questo momento. Proveniente da Buffalo, nello
Stato di New York, Peter Case, ha iniziato giovanissimo a suonare e a
viaggiare, subendo prima le prime influenze musicali dal grande rock &
roll di Elvis Presley e Chuck Berry. Ma la folgorazione vera e
propria avviene con Mr. Tambourine Man di Bob Dylan che ne inevitabilmente
ne plasma lo stile e la carriera. La musica di Peter Case si muove oggi
tra folk e rock anche se ama definirsi un cantautore che, per raccontare
le sue storie, utilizza tutti gli stili americani, blues, rock'n roll, country,
rock&blues, folk, senza però dimenticare le influenze
ritmiche provenienti da altre parti del mondo. Dopo aver fatto parte dei Nerves
a metà degli anni ottanta con l'omonimo Peter Case avviene
il suo debutto solista, un album bellissimo prodotto non a caso da T-Bone
Burnett. Da allora una decina di dischi, fino all'ultimo Travelling
Light, che raccoglie i migliori successi da solista. Tra i
suoi lavori più importanti, vale la pena segnalare il bellissimo Sings
Like Hell del '93 una sorta di viaggio nella musica tradizionale
americana, viaggio ripercorso recentemente anche dal grande Dave Alvin con
Public Domain, vincitore di un Grammy Awards proprio quest'anno.
Attualmente Peter Case sta lavorando ad un nuovo disco per la Vanguard e
sta producendo Avalon Blues: a tribute to Mississippi John Hurt, progetto
al quale sta lavorando, tra gli altri, con alcuni dei suoi musicisti
preferiti come Taj Mahal, Lucinda Williams e lo stesso Dave Alvin. Una
serata quindi che si annuncia, ancora una volta, di grande spessore
musicale, Peter Case, chitarra e voce, sarà accompagnato dalla
sua band composta da basso e batteria. Ingresso con consumazione
dal Corriere di Como del 16.11.01 |
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Bocephus
King Re a Cantu' per una notte di rock |
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The King è
tornato e i numerosi fan che lo attendono al club canturino All''1&35circa
ancora una volta hanno assistito ad una grande serata. Ad
aprire il concerto di Bocephus King dello scorso giovedì
è stato l'inseparabile amico Andrea Parodi che in un breve set acustico
ha presentato il nuovo cd "Le Piscine di Fecchio"
finalmente da ieri disponibile. Il lunghissimo canadese, quasi due
metri, una volta salito sul palco, con la sua
inconfondibile e possente voce ha rapito tutti i presenti, assecondato
alla perfezione da Paul Rigby che ha alternato con
grande mestiere una lap steel, un mandolino ed una chitarra
elettroacustica. Si è avuta l'impressione di ripercorrere un
viaggio dove anche Bob Dylan, Van Morrison e Tom Waits, sembrano
aver preso per mano il pubblico attraverso la musica di
Bocephus King. Rispetto ai più noti colleghi ha ancora voglia di
comunicare e ci riesce bene con il suo accattivante sorriso ma
anche quando canta con gli occhi perennemente chiusi e seminascosti da
un improbabile cappello. E' un susseguirsi di canzoni, senza scaletta,
che attraversano tutti i lavori di Bocephus King, così si passa da A
Small Good Thing ad Hustler's Lament, da The Way The
Story Goes a Junita, da una splendida Ruby
a The Worst Friend, da Hours Before Light a
Josephina. Bocephus ha poi invitato il pubblico ad un applauso
infinito per il grande John Lee Hooker, recentemente
scomparso, che è stato omaggiato con una toccante versione One
Bourbon, One Scotch, One Beer. Ma non è ancora finita perchè,
dopo il simpatico siparietto di Never At All, dove Andrea
ha cercato di tradurre dal palco la canzone e tutto quello che
Bocephus King si inventava, i bis sono stati la vera sopresa. Prima
Smoke On The Water dei Deep Purple cantata da tutto il pubblico
e poi addirittura Little Red Corvette di Prince.
Questo è Bocephus King, un grande artista che con il nuovo cd The
Children Believe in Heaven, atteso per l'inizio del prossimo
anno, non mancherà di stupirci ancora.
dal Corriere di Como del 10.11.01 |
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Live.
Bocephus King e Andrea Parodi stasera all’Unaetrentacinquecirca |
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Un quotato folk-rocker canadese coccolato dalla critica specializzata e un esordiente canturino che ricorda un Claudio Lolli non politicizzato. Questa la “strana” coppia a cui Cantù e dintorni si sono musicalmente abituati e che sta girando l’Italia in cerca di conferme. Il concerto di Bocephus King e Andrea Parodi approda questa sera (ore 21.30, ingresso con consumazione) all’Unaetrentacinquecirca, nel tempio brianzolo del country-rock. Accompagnati dal chitarrista Paul Rigby, presente sia nell’ultimo album di King «The blue sickness» che in quello di Parodi «Le piscine di Fecchio», il canadese e il canturino propongono i loro brani originali e una corposa scelta di cover d’autore americane e di casa nostra. Per Parodi si tratta di una tappa speciale, a giorni infatti «Le piscine di Fecchio» sarà in vendita, ma forse alcune copie saranno già disponibili questa sera. dalla Provincia di Como del giorno 8.11.01 |
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Live
All'1&35circa. Dal Canada Bocephus King di Maurizio Pratelli |
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Dopo
Arezzo e Milano, Joco Music, il
tour acustico di Bocephus King con Paul Rigby e
Andrea Parodi, fa tappa questa sera al prestigioso club canturino All'1&35circa.
Le prime due date hanno confermato, con un tutto esaurito, il grande
successo che l'artista canadese sta avendo nel nostro paese. Ho
approfittato del suo "day off" in terra lariana per rivolgergli alcune
domande e Bocephus King al secolo
Jamie Perry mi ha accolto con il suo proverbiale sorriso. Jamie,
credo che l'ambiente acustico non tolga nulla alla tua musica e che anzi
ne valorizzi le tipiche atmosfere notturne, cosa ne pensi ? Sono
d'accordo, oltretutto in questo modo riusciamo a suonare molte
canzoni e ad avere un contatto più diretto con il pubblico, inoltre, i
testi assumono una maggiore rilevanza. Artisti come Van Morrison,
Bob Dylan e Tom Waits hanno influenzato buona parte della tua musica, c'è
qualche musicista in particolare che ascolti oggi ? Ancora
oggi non rinuncio ad ascoltare i lavori acustici di John Prine che non è
certo una novità ma ascolto anche Fiona Apple e Bjork, nessuno però in
questo momento influenza in modo particolare la mia musica che ha una sua
precisa identità. So che sei un grande appassionato di cinema, c'è
qualche colonna sonora tra i tuoi progetti ? E' vero il
cinema è una grande passione e continuo a scrivere musica per
film, anche il mio prossimo disco conterrà diversi brani con
atmosfere che ben si possono adattare a molti film. A proposito
del prossimo disco che tutti i tuoi fans, dopo la ristampa di Joco Music e
soprattutto dopo il grande successo di The Blue Sickness" stanno
aspettando, puoi dirci qualcos'altro ? Uscirà molto presto,
probabilmente all'inizio del prossimo anno e si intitolerà "All
Children Believe in Heaven" (Tutti i bambini credono nel
paradiso). Jamie, questa sera a Cantù possiamo aspettarci qualche
altro bel duetto con Andrea Parodi come "Never At All" dello
scorso maggio" ? Sicuramente faremo almeno una canzone
insieme e ci saranno anche altre sorprese ma non posso dire di più ! Appuntamento
quindi questa sera alle 22 per una serata di grande musica. Per
maggiori informazioni: www.andreaparodi.com
dal Corriere di Como del giorno 8.11.01 |
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Tournée per il canturino Parodi in viaggio con Bocephus King di Alfredo del Curatolo |
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Per il canturino Andrea Parodi si prospetta un futuro prossimo completamente diverso da quello di altri musicisti locali, come Davide “Van De Sfroos” Bernasconi o i Sulutumana. Lui, infatti, è più noto fuori Como che nella sua provincia. Non soltanto in Canada, dove ha registrato l’album d’esordio «Le piscine di Fecchio» che sarà disponibile fra una decina di giorni, ma anche nella Penisola, che si appresta a scandagliare per la seconda volta in compagnia del folksinger di Vancouver Bocephus King (al secolo Jamie Perry) che gli ha prodotto l’album. La premiata coppia brianzol-canadese è in tournée in versione acustica, con il fido chitarrista Paul Rigby, accompagnatore di entrambi, a partire da oggi al Velvet Underground di Castiglion Fiorentino. Per vedere in zona l’autore di «Blue sickness», pluripremiato album a metà tra Dylan e Waits e il cantautore che ha tradotto in italiano Townes Van Zandt gli appuntamenti sono domani sera al Nidaba Theatre di Milano, in zona Navigli e giovedì all’Una e Trentacinque circa di Cantù, dove non mancheranno i fan di Fecchio, la “piccola Chievo” di Cantù da cui è partito il miracolo Parodi. Il tour farà tappa anche a Trento, Torino, Asti, Gaeta, Pesaro e Brescia. Parodi aprirà inoltre il concerto del bluesman John Hammond nel “Only a hobo festival” di Sesto Calende. La ricetta del cantautore canturino è semplice: un occhio a Fabrizio De Andrè e Francesco De Gregori e tanto amore per l’America di Woodie Guthrie e dei suoi figliocci Bob Dylan, Townes Van Zandt, John Prine e John Mellencamp. Con l’amico Bocephus, un vero animale da palcoscenico, i due si scambiano le parti, si traducono le canzoni a vicenda per scatenarsi in una immancabile «Calabrisella mia» finale. In attesa di trovare estimatori nel suo Paese, per la comunità italiana in Canada Parodi è già un mito. dalla Provincia di Como del giorno 8.11.01 |
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Voci d'autore da
Fecchio al Canada di Maurizio Pratelli |
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Bocephus King è di nuovo in tournèe in Italia, il debutto è avvenuto ieri al Velvet Underground di Castiglion Fiorentino e questa sera il tour farà tappa al Nidaba di Milano. Accompagnato dal chitarrista Paul Rigby, l'istrionico cantautore canadese, anche questa volta, ospiterà sul palco l'inseparabile amico Andrea Parodi. I motivi di interesse di questo nuovo tour acustico sono molteplici. Innanzitutto la presentazione ufficiale del cd Le Piscine di Fecchio fresco di stampa e frutto proprio della collaborazione tra l'artista canadese, che l'ha prodotto, e il nostro Andrea. Un bel disco nel segno della miglior tradizione della musica d'autore, a cui si aggiungono le sonorità e gli arrangiamenti dello stesso Bucephus e dei suoi musicisti. E in qualche modo anche l'opera prima di Bocephus King, quel "Joco Music", su cui tanto si era fantasticato (un incendio ne aveva distrutto tutte le copie esistenti), fresco di ristampa, sarà protagonista di questo "viaggio in Italia". Tutti coloro che hanno amato "The Blue Sikness" (disco dell'anno 2000 secondo Buscadero) non potranno lasciarsi sfuggire questa occasione. E proprio giovedì 8 novembre toccherà al club canturino All'Unaetrentacinquecirca, che lo scorso maggio fu teatro di una memorabile serata che si prolungò fino a notte fonda quando Bocephus King, dopo oltre 2 ore di concerto, iniziò, unplugged, ad intonare alcuni celebri brani di Bob Dylan, di cui è un grande fan, ospitare la data lariana della tournèe. Tutte le date sono disponibili all'indirizzo internet www.andreaparodi.com, dal sito è anche possibile scaricare in formato MP3 un brano del nuovo disco. Una curiosità: Bocephus King ha conosciuto Andrea Parodi durante un concerto proprio All"1&35circa, che già lo aveva portato sul palco ai tempi di "A Small Good Thing", forse il suo disco più bello. dal Corriere di Como del giorno 5.11.01 |