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Live all’unaetrentacinquecirca Paolo Bonfanti guida al delta del blues di Alessio Brunialti |
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Imprevedibili strade del blues. Dal delta del Mississippi non è difficile che si diramino attraverso l’Oceano per attraccare al porto di Genova. Lì, tanti anni fa, sono state raccolte da Paolo Bonfanti, uno degli alfieri italiani della musica del diavolo, di scena stasera alle 22 sul palco del club canturino All’unaetrentacinque circa di via Fossano 20. C’è chi sostiene che il blues, musicalmente, sia una musica limitata e ripetitiva, che quelle dodici battute siano, in fondo, alla base dello stesso motivo. Bisognerebbe chiederlo a lui, chitarrista, pianista con trascorsi classici, reduce anche da un periodo di studi al celebre Berklee Institute di Boston e forte di una laurea in blues (vera: guarda tu le tesi che ti assegnano al Dams…). Musicista, insomma, con tutte le carte in regola e se ha scelto quella strada, quella percorsa in tempi alterni da Robert Johnson e Muddy Waters, da John Hammond e Stevie Ray Vaughan (artisti, questi ultimi, che Bonfanti ha avuto l’onore di precedere sui palchi italiani), e, in Italia, da Fabio Treves (celebre armonicista con cui si è esibito in un efficace formula duo) e, anche, da gruppi come i Big Fat Mama, band sanguigna che Paolo guida per sei anni e tre dischi. Gli album solistici arrivano in seguito, testi a proporre un musicista serio e preparato quanto mai solo accademico ma capace di performances al fulmicotone che si infiammano, definitivamente, quando escono dalle sale di registrazione per tornare nella dimensione più consona, quella live. Al. Br. dalla Provincia di Como del 14.12.01 |
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Joseph, ottimo rock ma
per pochi di Maurizio Pratelli |
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Quando
Jerry Joseph è salito l’altra sul palco del club canturino
“All'1&35circa” ha subito capito che i pochi presenti erano lì
solo per ascoltare le sue canzoni, così ha chiuso gli occhi ed insieme
con i Jackmormons ha dato vita ad un live acustico con la stessa
intensità di chi suona davanti a mille persone. Ed il gelo della serata
si è subito trasformato in un caldo abbraccio di note, cavalcate per
tutto lo show dalla sua voce possente e sicura. dal Corriere di Como del 6 dicembre 2001 |
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Jerry Joseph: a
Cantù le ballate del «cantante scalzo» di Alessio Brunialti |
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Sandie Shaw era, per antonomasia, la “cantante scalza”. Jerry Joseph è, un po’ meno per antonomasia, il cantante scalzo. Lo sa bene che lo ha già visto esibirsi a piedi nudi sul palco del club canturino All’unaetrentacinquecirca di via Fossano 20, dove tornerà stasera alle 22. A fare impressione, la capacità di spegnere le sigarette ardenti con un sol colpo di piede ignudo. Roba da fachiri? Non quanto la bravura come artista perché se le estremità di Jerry distraggono lo sguardo, le orecchie non possono che rimanere conquistate dalle sue canzoni. Lunghe ballate, complesse senza perdere di vista la melodia, energiche ma anche, a seconda dei momenti, dolci e quiete, sia che le proponga in perfetta solitudine, sia che si pregi dell’accompagnamento dei Jackmormons. Una bella prova della sua arte l’ha data nell’ultimo album, «Everything Was Beautiful» che non fa che confermare quanto di buono si scrisse di lui in passato a proposito dei suoi concerti e di eccellenti dischi come «Salt Lake City» e «Goodlandia», un live quest’ultimo, che fotografa al meglio la resa di questo artista quando si trova al di fuori della sterilità di uno studio e si lascia andare alla sua arte. Rock, folk, soul sanguigno si intrecciano nelle sue ballate, le dita corrono veloci sul manico dell’inseparabile chitarra e i piedi volteggiano per terra. Spogli come la musica di cui seguono il ritmo. dalla Provincia di Como dell' 11.12.01 |
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Graziano Romani,
rock d'autore a Cantà di Maurizio Pratelli |
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Grande appuntamento con il
rock italiano questa sera al club canturino All'1&35circa di Via
Fossano, 20. Graziano Romani sarà il protagonista del
live acustico che sta proponendo in tutta Italia, per promuovere il
nuovo cd Storie della Via Emilia. Lavoro che segue di soli
pochi mesi Soul Crusader: The Songs of Bruce Springsteen, un
tributo al "boss" di grandissimo livello, con una scelta dei brani
per nulla scontata. Entrambi i dischi hanno avuto un ottimo riscontro da
parte della critica, riviste come Buscadero e Jam in
particolare, ne hanno riconosciuto il valore assoluto. Chi ancora non
conosce Graziano Romani, ascoltando il suo ultimo lavoro, potrebbe commettere
l'errore di considerarlo una sorta di epigono di Ligabue. In realtà, già
nel lontano 1987, quando Ligabue non aveva ancora incontrato il
successo, Romani alla guida dei Rocking Chairs, grazie anche alle grandi
qualità di vocalist e compositore, guadagnava entusiastiche recensioni
e l'apprezzamento di artisti del calibro di Willie Nile ed Elliot Murphy
(le cui vicende artistiche, tra l'altro, sono ben raccontate nel
nuovo libro di Marco Denti Alias Bob Dylan). Questo successo lo
portò più avanti a comparire, unico europeo insieme a David Bowie, nel
doppio tributo a Bruce Springsteen One Ste Up Two Step Back.
Una lunga carriera con alterne fortune, infatti il suo primo lavoro
solista, l'omonimo Graziano Romani, che lo porta a firmare un
contratto con la Wea, non sfonda e devono così passare otto anni prima
che venga pubblicato un nuovo lavoro in italiano. Storie della Via
Emilia, ha tutte le carte in regola, con le sue ballate rock, con
le sue storie di strada, per riportare Romani sulla strada di quel
successo che immeritatamente è sfuggito. Tredici canzoni, con la sola
eccezione dell'omaggio a De Gregori con una versione springsteenaiana di
Rimmel, tutte arrangiate e scritte da Graziano Romani. Si
riparte, insomma, laddove i Rocking Chairs avevano lasciato, suoni
di chiara impronta americana e storie di casa nostra come in Augusto
(cantaci di noi) un bel ricordo all'indimenticato cantante dei
Nomadi. Una serata all'insegna del rock nostrano, che saprà ben
coniugare il valore dei testi con il sound acustico delle chitarre
. Inizio alle ore 22 ingresso con consumazione tel. 031.714448
dal Corriere di Como del 6 dicembre 2001 |
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La chitarra Flamenco di Teye a Cantù di Maurizio Pratelli |
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Flamenco ! Questa sera al
club canturino All'1&35circa di Via Fossano 20, una serata davvero
caliente che avrà per protagonista Teye, uno
dei chitarristi Flamenco più apprezzati in assoluto . Uno zingaro
spagnolo con un cappotto olandese, così si potrebbe definire Teye, nato
nella terra dei tulipani e una vita trascorsa tra Amsterdam ed
Andalusia. Ed è proprio grazie all'incontro con una gypsy
band, nel sud della Spagna, che nasce l'amore per il Flamenco
e da chitarrista classico si trasforma presto in un virtuoso della
chitarra flamenco. Viene soprannominato "El Gitano Punky"
grazie anche al suo stile musicale che si muove tra moderno e puro
stile gipsy, e quel nick-name diventerà poi anche il titolo
di uno dei suoi cd più belli. Teye gira l'Europa con il suo gruppo
e negli Stati Uniti incontra Joe Ely che lo chiama a suonare
per il suo capolavoro assoluto "Letter To Laredo".
Teye riparte così da Austin per partecipare al lunghissimo tour del
cantautore texano ed insieme suoneranno più volte anche con
Bruce Springsteen, Willie Nelson, Dwight Yoakam e Lyle Lovett. Finita la
tournèe, nel '99, Teye incide "Viva El Flamenco" ed
il grande successo di critica e di pubblico lo portano nuovamente in
giro per il mondo ad offrire, insieme alle sue ballerine, uno
spettacolo fatto di suoni, colori e atmosfere irresistibili.
Niente birra, questa si beve sangria
Maurizio Pratelli
dal Corriere di Como del 2 dicembre 2001 |
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Beatland poi La Moranera
e Teye All'1&35circa di Maurizio Pratelli |
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Musica senza confini
questo fine settimana al club canturino All'1&35circa. Dopo i
recenti concerti improntati sul folk rock d'autore tra Stati
Uniti ed Irlanda con Peter Case ed Andy White, questa
sera il primo di tre appuntamenti che partendo dalle
parti di Liverpool, attraversando il mediterraneo, ci porteranno fino
al sud della Spagna. Sul palco questo venerdì ci saranno quindi
i Beatland, cover band comasca che
ispirandosi al glorioso quartetto inglese, proporrà con
sorprendente fedeltà , abbigliamento e
strumenti compresi, una scaletta che con originalità ha pescato
tra i brani meno noti, sempre che questo si possa dire
parlando dei Beatles. Un omaggio a Paul Mcartney e soci, da parte di
una delle band più apprezzate nel genere, fatto di b
side (i pezzi in repertorio sono comunque 65) ma soprattutto
di tanto amore per la loro musica. Sabato sera toccherà invece alla formazione
de La Moranera",
gruppo apprezzato non solo nel comasco, presentare dal vivo il loro
nuovo cd Mediterraneo. Già dal titolo e dalla copertina,
che riporta un famoso scatto di Leo Matiz che ha
saputo cogliere con rara sensibilità il dolce sguardo di
una ragazza sudamericana, si possono intuire le atmosfere che
attraversano le dieci tracce del disco. E così Maghreb,
Africa, La Canzone di Gina, Treno Eurostar, con i loro suoni conducono l'ascoltatore
attraverso porti mediterranei già attraversati, per esempio, dai
Mano Negra - quando Mano Chao ne faceva ancora parte.
Una musica che pur piena di colori e movimenti non dimentica
l'importanza dei testi che raccontano e miscelano popoli e
radici profondamente diversi ma assolutamente conciliabili tra
loro. Parte del ricavato della vendita del cd (disponibile anche
al concerto Lit. 25.000) verrà devoluto all'Associazione Manuel Rumi
che da anni si occupa di costruire pozzi d'acqua in Africa. E a
concludere questo weekend musicale davvero solare, ci penserà Teye
con il suo originalassimo flamenco. Il chitarrista di origine olandese appassionatosi a
questa musica grazie all'incontro, nel suo vagare per l'Europa,
con una gypsy band proprio nel sud della Spagna, si muove tra
moderno e puro stile gypsy. Teye, che è stato anche il chitarrista di
Joe Ely insieme al quale ha suonato con Bruce Springsteen, Willie
Nelson, Dwight Yoakam e Lyle Lovett, è in grado di offrire uno
spettacolo dalle atmosfere calienti.
dal Corriere di Como del 30.11.01 |
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