Press & Review concerti di aprile
Lorenzo Livraghi nel precedente concerto All'1&35circa

Live. Stasera l’ex Sfroos a Cantù
Country e bluegrass firmati Needle Case
Alessio Brunialti 

Country, cajun, bluegrass, square dances, musica popolare nella più ampia e nobile accezione del termine stasera sul palco del club canturino Allunaetrentacinquecirca di via Fossano 20. Di scena i Needle Case, il gruppo di Lorenzo Livraghi, più noto in passato come McInagranda quando prestava il suo archetto ai De Sfroos (quelli veri). Il gruppo si è formato nel ‘98 e, dopo una serie di aggiustamenti in formazione, è giunto a quella attuale con Sabrina alla voce, Federico al piano e all fisarmonica, Paolo al basso e Santo alla batteria. L’intenzione è quella di dedicarsi alla composizione di brani originali. Per ora in scaletta ce ne sono tre: «Cajun de Noel», «Fiaba» e «Alluvione», ma il numero è destinato a crescere rapidamente. Altri pezzi arrivano dal repertorio dei Waterboys più folk («Song From The End Of The World», «A Man Is In Love», «In Search Of A Rose») e dalla penna di altri grando come Bob Dylan e Tom Waits. Ma c’è spazio anche per qualche sorpresa con la classica «Time After Time» di Cindy Lauper, con «That I Would Be Good» di Alanis Morissette e con «Momentum», un frammento della sublime colonna sonora di «Magnolia» che ha reso popolare un’autrice fuori dagli schemi come Aimee Mann. Il tutto, naturalmente, riletto in un’ottica popolare.

dalla Provincia di Como del 27.04.01



Dan Bern al "The Wall" di Sesto Calende

 

Dan Bern

 

Il dolce sorriso di Dan Bern

 

Yes Sir. Anche questo è Dan Bern !

 

Dan Bern, la sua Fender e tanta buona musica !

Dan Bern: la presentazione della stampa

Live. Le ballate di Bern a Cantù tra Bob Dylan E Springsteen
di Andrea Parodi

Continuano i venerdì dedicati alla grande musica d’oltreoceano nel club canturino All’una & 35 circa e questa sera alle 22.30 salirà sul palco il rocker dell’Iowa Dan Bern, accompagnato dalla sua band. Dan Bern è sulla scena da pochi anni ma ha già inciso 4 album (Dog By Van, lo splendido omonimo Dan Bern, Fifty Eggs, prodotto da Ani DiFranco e il doppio Sartie Mine) e al ritorno dalla sua tournee europea entrerà in studio di registrazione per ultimare il suo nuovo lavoro che verrà pubblicato nel mese di settembre. Dan Bern è uno di quegli artisti in bilico tra il rock e la canzone d’autore, capace di unire nelle sue canzoni la liricità di Bob Dylan e l’aggressività di Bruce Springsteen. Il suo modo di scrivere si rifà ai classici ma è molto personale e i testi delle sue canzoni si contraddistinguono per la capacità di affrontare i temi scottanti della vita con ironia e in maniera mai banale. Sul palco il rocker dell’Iowa è energia pura e come la sua amica e compagna di viaggio Ani DiFranco è proprio nella dimensione live che riesce a dare il meglio di se, trascinando, emozionando e coinvolgendo il pubblico. Bern è dotato di un altissima vena ispiratrice che gli ha permesso di scrivere tantissime canzoni alcune delle quali sono già diventati dei piccoli classici per gli appassionati di rock americano. Wasteland, Oh Sister, Tiger Woods, Estelle, I’m not the guy, Jerusalem, Cure for AIDS sono il manifesto della musica di Dan Bern, un rock on the road che si porta dietro il sound di Steve Earle, di Bob Dylan, dei REM e di Kurt Cobain.

dal Corriere di Como del 27.04.01

Folksinger
Oggi all’1&35 circa
Musica d’autore Dan Bern a Cantù
di Alessio Brunialti

Alessio Brunialti A ppuntamento con la musica americana d’autore stasera alle 22 al club canturino Allunaetrentacinquecirca di via Fossano 20: sul palco Dan Bern, folksinger dello Iowa (infoline: 031/71.44.48). Per lui si sono spesi paragoni con John Prine, Elliot Murphy e Steve Forbert. Giovanissimo ha abbandonato il nativo Midwest per partire alla volta di Los Angeles dove si è fatto notare suonando le sue canzoni nei club. E la fama, per una volta, non ha aspettato ad arrivare: la Sony, rimasta impressionata dalle sue composizioni, gli ha assicurato un contratto per la sottomarca Work, specializzata nella musicva d’autore. E l’esordio, omonimo, ha raccolto recensioni ampiamente positive e un discreto successo di pubblico. Discreto, non eccezionale: abbastanza per permettergli di realizzare «Fifty Eggs», un altro lavoro di eccellente fattura prodotto da un’amica, e artista, d’eccezione, Ani DiFranco. Ancora si sono versati i classici fiumi d’inchiostro per commentare un musicista che ha saputo togliersi presto di dosso l’imbarazzante, e troppo abusata, etichetta di nuovo Dylan. Ma le belle favole non durano in un ambiente spietato come quello delle major americane. E così Bern ha dovuto rivolgersi a una piccola etichetta indipendente, la Chartmaker, per pubblicare il suo ultimo lavoro, «Smartie Mine», un doppio dai suoni più spartani che non fa che confermare tutto il bene che si è detto di lui.

dalla Provincia di Como del 27.04.01

La musica senza dimora di Dan Bern fa tappa
venerdì 27 All’1&35circa di Cantù.
di  Maurizio Pratelli

Dan Bern è davvero un artista “on the road” infatti, come ha recentemente dichiarato in un’intervista a Paolo Carù,  attualmente, dopo aver vissuto per anni nell’Iowa, non ha una dimora fissa,  il viaggio è necessità. Le “tende” di Dan Bern e dei suoi musicisti,  prima di partire per la tournèe italiana, sono state abbandonate su qualche prato delle montagne del Colorado, dalle parti di Denver. L’omonimo  disco d’esordio di Dan Bern, su major, è un piccolo gioiello e l’ultimo lavoro indipendente, il doppio cd “Smartie Mine” è davvero sorprendente. Le sue canzoni sono storie dove l’America ed i suoi personaggi sono protagonisti assoluti da Marilyn Monroe a  Tiger Woods passando per il mitico Chelsea Hotel, per poi ritrovarsi tutti nelle tristi riflessioni di Wasteland, forse il più bel testo di Dan Bern. Nella sua musica si ritrova la storia del folk-rock d’oltroceano da Woody Guthrie a Bod Dylan senza dimenticare Hank Williams, Leonard Cohen o Bruce Springsteen e Kurt Kobain, tutti personaggi  citati in canzoni come “Talking Woody, Bob, Bruce, Dan Blues” e “Kurt”. Ho appena visto Dan Bern dal vivo, nella sua unica data in Svizzera, la sua musica i suoi testi, la sua personalità sul palco sono assolutamente coinvolgenti, il suo sorriso dolce e amaro al tempo stesso è lo specchio di un’anima che trasmette cristallina la propria passione. Lo accompagna un’ottima band nella quale spicca il batterista/tastierista, produttore insieme a Dan Bern del primo disco. In attesa che Dan Bern finisca di mixare il prossimo cd che uscirà entro l’anno, a proposito sul sito è possibile un preorder (http://www.dbhq.com/newcd.html) vi riporto un verso da Jerusalem, la canzone che apre il suo primo disco: “don’t ask what kind of music I’m gonna play tonight, just stay awhile, here for yourself awhile” - non chiedermi che tipo di musica suonerò stasera, fermati un po’, ascolta un po’ e stabiliscilo da te. 
Provate a farlo venerdì !


Angelo "Leadbelly" Rossi

 

 

 

Un vecchio ritratto di Leadbelly

 

 

 

 

 

Una vecchia foto Huddie Ledbetter

Angelo "Leadbelly" Rossi: la presentazione della stampa

Live. "Leadbelly" Rossi e musica del diavolo a Cantù
di Andrea Parodi

Dopo il concerto di settimana scorsa che ha visto protagonista uno scatenato Massimo Priviero, il locale canturino All'una & 35 circa ospiterà questa sera alle ore 22.00 un altro musicista italiano profondamente legato al sound statunitense: Angelo "Leadbelly" Rossi. A differenza di Priviero che affondava le sue radici musicali nell'America dei grandi rocker, da Bruce Sringsteen a John Cougar Mellencamp, il sound di Angelo Rossi arriva direttamente dal Blues del Delta. Rossi ha viaggiato molto ed è stato diverse volte in Mississippi costruendo un vivace dialogo musicale con gli artisti del posto, anche del calibro di TM Ford. Queste collaborazioni hanno lasciato un segno indelebile nella musica di Angelo Rossi che col tempo si è guadagnato il soprannome di Leadblelly, un accostamento importante con uno dei più grandi cantautori blues di sempre. Questa sera Angelo "Leadbelly" Rossi presenterà in anteprima il suo primo cd, intitolato Jump the Songs, che è il tentativo di "fotografare" i momenti più significativi della sua musica, concepita sera dopo sera, concerto dopo concerto in giro per i clubs di tutta Italia. Rossi è un musicista versatile, creativo, dotato anche di un particolare spirito intrattenitivo, ora ironico, ora drammatico, come la sua musica, il blues, triste, evocativa, altre volte spensierata… sincera. Ancora grande blues sabato 21 aprile con lo straordinario pianista di Minneapolis Willie Murphy, che, con scadenza annuale, fa tappa nel club brianzolo per infiammare il pubblico con la sua personale rilettura della musica del diavolo. Murphy è un pianista eccezionale ed è anche un ottimo vocalist e la sua trentennale carriera è ricca di preziose collaborazioni, da Muddy Waters a Dr John, da Bonnie Riatt a Junior Brown. Venerdì 27 aprile approderà per la prima volta in Italia il songwriter Dan Bern accompagnato dalla sua band. Il giovane cantautore statunitense si è conquistato i favori della critica con una manciata di album di altissimo spessore ed è stato paragonato più volte, sia per il suo stile compositivo che per il timbro vocale, al grande Bob Dylan. Ani DiFranco, che ha anche prodotto uno dei suoi album, è una grande estimatrice di Dan Bern. I due hanno molte qualità in comune e soprattutto l'abilità di saper coniugare il moderno con la tradizione, il rock e il folk, il tutto con passione e personalità e sempre nel rispetto dei grandi maestri della canzone d'autore, da Woody Guthrie a Bob Dylan. La programmazione del club canturino sarà molto intensa anche nel mese di maggio, con il concerto venerdì 11 dell'esordiente rocker David Todoran e quello, in data da definirisi, dell'irlandese Andy White.

dal Corriere di Como del 12.04.01

Blues. "Leadbelly" Rossi a Cantù
di Alessio Brunialti

Blues acustico stasera alle 22 sul palco del club canturino All'unaetrentacinquecirca circa di via Fossano 20. Di scena un musicista importante quanto, purtroppo, misconosciuto se non dai veri appassionati, Alngelo "Leadbelly" Rossi. E' sulla scena da molti anni ma solo recentemente (dopo la cassetta autoprodotta "Devil ord Angel" di qualche anno fa) è approdato alla pubblicazione del primo cd, "Jump Up the Song", che verrà presentato in questo concerto. Esperto do chitarra fingerstyle, Leadbelly si è autoimposto un compito gravoso: fare onore al soprannome che porta, lo stesso dell'immenso Huddie Ledbetter,  uno di padri della musica americana, quello che, più di tutti, seppe comiugare il blues nero con il folk di matrice anglosassone (si pensi a "Goodnight Irene"), un maestro della dodici corde oltre che autore imprescindibile e saccheggiatissimo anche dal rock. E Rossi vuole rendere omaggio a questo mito, assumendone anche i toni da scanzonato intrattenitore oltre che di virtuoso musicista. Con la chitarra, l'armonica e il kazoo, sa dare vita a concerti emozionanti che spaziano in lungo e in largo attraverso la tradizione afroamericana, senza far rimpiangere l'assenza di altri strumenti. In passato ha collaborato con il bluesman americano Larru Johnson ed è apparso in tutti i più importanti festival italiani dedicati al blues.

Altre informazioni:
http://leadbelly.lanl.gov/leadbelly.html



Massimo Priviero: la recensione

Massimo Priviero e "Poetika" trascinano il pubblico dell'1&35circa
di Andrea Parodi

Uno scatenato Massimo Priviero ha trascinato il pubblico del club canturino All’una&35circa in un viaggio musicale a metà strada tra la canzone d’autore italiana e il rock “on the road” d’oltreoceano. Le sue influenze legate all’universo musicale statunitense e in particolare al sound e allo stile compositivo di Bruce Springsteen emergono subito con l’iniziale Nessuna resa mai, ballatona urbana scritta ai tempi della collaborazione con Little Steven. Maria è uno degli inediti di Poetika, nuovo album che ripercorre i momenti più belli della sua carriera, ed è carica di energia e di pathos. Fragole a Milano è una canzone d’amore ancora una volta molto vicina allo Springsteen di The River. Riuscitissima Angel, uno dei cavalli da battaglia del rocker veneto. Poi è la volte della delicata Lieve e di una personalissima versione di Stand By Me. La prima parte del concerto si chiude con la sua canzone più celebre, San Valentino e con l’autobiografica e suggestiva Nordest. Il secondo set si apre con Duemila. Una stravolta e grintosa Knockin’ on heaven’s door conduce i presenti al momento più alto della serata con le due splendide ballate Libero e Forte e Grande Mare, in cui spicca l’equilibrio tra il talento narrativo dell’autore e la bellezza delle melodie. Il pubblico si lascia coinvolgere definitivamente con l’immancabile cover di Jersey girl. L’infaticabile Priviero si congeda riproponendo con una nuova veste sonora San Valentino e Nessuna resa mai.

Massimo Priviero: la presentazione della stampa

Live. Concerto del rocker prodotto da Little Steven questa sera alle 22.30 nel locale "All'1&35circa"
Priviero, lezione di "Poetika" a Cantù"
La sua musica unisce il sound polveroso delle strade americane alla canzone d'autore italiana
di Andrea Parodi

Un altro venerdì dedicato alla grande musica al club canturino All’una & 35 circa (via Fossano 20 – tel 031 714448 ). L’ospite di questa sera (22.30) sarà il rocker veneto Massimo Priviero che, accompagnato da Giancarlo Galli (basso acustico, mandolino, dobro) e da Sergio De Agostani (chitarre e cori), presenterà il suo nuovo album, dal titolo Poetika. Massimo Priviero ha accarezzato più volte il successo incidendo per la Warner nel 1988 il suo album d’esordio (San Valentino) e soprattutto facendosi produrre da Little Steven (storico chitarrista della E street Band di Bruce Springsteen) l’ottimo Nessuna resa mai, che ottenne uno straordinario consenso di pubblico e di critica, vendendo quasi 60.000 copie. Ma per Massimo Priviero il successo non è mai stata la cosa più importante e lo dimostrano le sue stesse parole quando gli si chiede il perché ha iniziato a fare musica :”… ero a Parigi, era il 1978, suonacchiavo qua e la, poi un giorno al Cinema ho visto The Last Waltz della Band diretto da Martin Scorsese. Verso la fine c’è un brano, Carovan, cantato da Van Morrison e come dice John Belushi nel film The Blues Brothers, li ho visto la luce”. La musica per Priviero è qualcosa di viscerale e il suo rock sanguigno e ruspante è quell’affascinante e romantico tentativo di coniugare il sound polveroso delle strade americane con la canzone d’autore italiana. Percorso che in pochi hanno avuto il coraggio di intraprendere e che soprattutto è molto lontano dalle aspettative radiofoniche e commerciali di tutti i discografici. Così Priviero si trova a remare contro corrente e il suo nuovo disco Poetika ripercorre molte delle sue canzoni più belle ed è una sorta di manifesto del suo credo musicale che lo porta con orgoglio, sera dopo sera, ad esibirsi nei locali in giro per l’Italia dove si respira ancora l’aria autentica della musica dal vivo. Questa sera sarà di scena a Cantù e per uno che è cresciuto consumando i dischi di Dylan, Sprinsteen e Van Morrison il club brianzolo, dove si sono di recente esibiti personaggi del calibro di Eric Andersen e Joe Ely, rappresenta una tappa obbligata.

dal Corriere di Como del 6.04.01

Live. Il cantautore si esibirà alle 22.30 sul palco del club canturino "All'1&35circa"
Priviero, il rock'roll coniugato in italiano.
Di pochi mesi fa la pubblicazione di "Poetika", summa di un percorso iniziato negli anni ottanta
di Alessio Brunialti

Rock in italiano ? Un connubio non facile senza essere banali. Tra i pochi che sono riuscite a sposare efficacemente il linguaggio musicale americano con la lingia di Dante spicca Massimo Priviero, in concerto stasera sul palco del club canturino "all'1&35cirac di via Fossano, 20. Ha pubblicato da pochi mesi l'album "Poetika" che è un po’ la summa di un percorso intrapreso sul finire degli anni Ottanta che hanno portato questo musicista (oltre che autore e cantante è anche eccellente chitarrista tanto da essere testimonial di diversi marchi) ha incrociare la strada di colleghi prestigiosi come Little Steven, il fratello di sangue di Bruce Springsteen, e David Crosby. Nella Penisola, parlando di rock, era inevitabile l’incontro con un altro “duro & puro” come Massimo Bubola che ha collaborato alla scrittura di uno dei suoi dischi migliori, significativamente intitolato «Rock in Italia». «Poetika», cardine di questo tour, fa il punto: sei brani inediti, tra cui il singolo «Maria», e altri pezzi celebri del repertorio rivisitati da cima a fondo. Sul palco di Cantù, assieme a Priviero (voce, chitarra acustica e armonica) suoneranno Giancarlo Galli (basso acustico, mandolino e chitarra dobro) e Sergio De Agostini (chitarra acustica, chitarra elettrica e cori): un trio acustico che offre un’ulteriore rilettura dei brani adattati alla dimensione intimistica di un club.

dalla Provincia di Como del 6.04.01

Altre informazioni sui Massimo Priviero:


< torna <<