Press & Review concerti di aprile-maggio-giugno 2002
Dan Bern Live !  Sabato 15 Giugno All'1&35circa di Cantù
di Maurizio Pratelli

Dan BernAll'ennesimo giornalista che lo additava come il nuovo Bob Dylan, Dan Bern rispose così: "penso che Bob Dylan sia stato una specie di Dan Bern degli anni '60". La risposta, chiaramente ironica, di Dan Bern ci pone di fronte ad un'artista  che pur ricordando moltissimo il primo Dylan, quello più acustico degli esordi, ha saputo nel tempo e soprattutto con l'ultimo disco, avviare un percorso proprio e non meno originale. La sua musica è lo specchio di strade percorse, di esperienze vissute, è l'anima di un'America amata e sofferta, raccontata attraverso i suoi personaggi. Se da una parte vi sono spesso riferimenti ai suoi eroi musicali, da Guthrie a Dylan in Talkin' Woody, Bob, Bruce & Dan blues passando per  Kurt Kobain al quale ha dedicato  Kurt nel suo disco d'esordio e ultimamente una splendida strofa nella struggente God Say No: "I asked God  Do one thing for me Send me back in time Send me to Seattle Let me go Find Kurt Cobain Take away his gun Take away his bullets Talk to him Make him wanna live Tell him how we love him Help him see his glory God Said No...." dall'altra, a far capolino nelle sue canzoni sono Marilyn Monroe ed Henry Miller, Tiger Woods, Cassius Clay  o il Chelsea Hotel di New York, celebre per aver ospitato artisti di tutti i generi. Ancora oggi alcuni pittori pagano il conto con i loro quadri. Dan Bern è un'anima inquieta che vive la propria libertà come una necessità assoluta ed i primi versi di Jerusalem, una delle sue canzoni più belle ne sono una conferna lampante: " When I tell you that I love you Don't test my love Accept my love don't test my love Cause maybe I don't love you all that much Don't ask what kind of music I'm gonna play tonight Just stay awhile Hear for yourself awhile And if you must put me in a box Make sure it's a big box With lots of windows... " Quando ti dico che ti amo Non mettere alla prova il mio amore Accetta il mio amore, non mettere alla prova il mio amore Perché forse non ti amo così tanto Non chiedermi che tipo di musica suonerò stasera, Fermati per un pò, ascolta e stabiliscilo da te E se proprio devi mettermi in una scatola Assicurati che sia una scatola grande con tante finestre....". Versi attraverso i quali sembra cercare fuggire anche dalle etichette che spesso cercano di "rinchiudere" la musica in un genere, in un filone. Proprio New American Language, il nuovo cd che il songwriter dell'Iowa presenterà in questo tour europeo, è l'esempio  di come sia difficile, ancora una volta, inquadrare Dan Bern. Abbandonata in parte la matrice più roots, i dodici brani si muovono, con convincente maturità,  tra puro rock, buon punk e ballate folk di grande classe.  Se per Dan Bern il viaggio è necessita, e i testi di questo nuovo disco ne sono un'altra dimostrazione, suonare dal vivo è invece lo sfogo naturale attraverso il quale mettere tutto in discussione, esperienze, idee e speranze. Ma la grande capacità di saper trasmettere le proprie emozioni fanno si che le sue canzoni, ascoltate dal vivo, diventino una sorta di grande mano che dolce ci accompagna in un bel viaggio e severa ci sveglia dall'indifferenza.

da Comusic 12 Giugno 2002

Recensione di New American Language
Sito Ufficiale: www.danbern.com
Sito Italiano: www.ticino.com/usr/bigballs/


Mollys musiche d'Irlanda nel torrido Arizona
di Maurizio Pratelli

The MollysDon Hugo O'Connor capitano spagnolo di nobili origini irlandesi fondò il presidio di Tucson nel 1775, ed è proprio in questa torrida città dell'Arizona, che i Mollys,  si sono da tempo stabiliti per diffondere il loro credo musicale. Le radici del sound di questa folk band, quasi ad omaggiare il fondatore della città che li ha adottati, affondano proprio nella tradizione irlandese, per mischiarsi, in un indovinato azzardo, con la musica popolare messicana ed americana. Attivo da oltre un decennio, il gruppo nasce intorno alla cantautrice Nancy McCallion che, dopo altre esperienze (MoPhonics), agli inizi degli anno '90, da vita al progetto Mollys, il cui nome trae spunto dal suono tipicamente "Irish" della loro musica. In studio, i Mollys, realizzano una manciata di cd ma è solo nel '97 con l'eccellente Heat Trick che riescono a catturare la critica. Si scomoda persino il Washington Post che paragona la cantante a Lucinda Williams, ma è tutta la stampa specializzata, americana ed europea, a parlarne in toni lusinghieri. Sull'onda del successo seguono Wankin' Out West,  un live nato soprattutto per accontentare i fans, Moon Over The Interstate e Only a Story il loro lavoro più recente, pubblicato nel 2000. Considerati, a ragione, una delle band più interessanti di musica roots, nel senso più esteso del termine, i loro concerti, energici e vitali riescono a trasmettere grande phatos. Il quintetto oltre alla fondatrice Nancy McCallion, voce e penny whistle (il flauto povero) è composto da Catherine Zavala, chitarra e mandolino, Dan Sorenson, basso, Gary MacKender, batteria e dal polistrumentista Kevin Scharmm. I Mollys con il ritmo dironpente delle loro danze popolari, saranno ospiti del club canturino All'1&35circa giovedì 23 maggio alle 22.00. Un live da non perdere !

dal Corriere di Como del  22 Maggio 2002


Flavio Pirini, musica d'autore a Cantù
di Maurizio Pratelli

Flavio PiriniIn attesa dei Mollys, l'evento che giovedì 23 chiuderà la stagione live del club canturino All'1&35circa, questa sera sul palco ancora buona musica d'autore. Flavio Pirini, voce chitarra e percussioni, presenterà il nuovo cd “Bradipo squattrinato", undici brani di musica leggera “colorata” da macchie di swing, blues e bossa. T esti quotidiani e interiori che, nonostante la tendenza malinconica di cui tutto il disco è pervaso, sanno parlare d’amore anche con ironia. Una vocalità varia, frutto di tanto tempo passato a cercare un uso proprio della voce, lo porta a staccarsi dalla "forma" cantautoriale per avvicinarsi a riff più pop e a realizzare nel ’97 un primo lavoro “60m demotape” a tratti “sperimentale” e visionario. La formazione live che lo accompagna ad ogni concerto è composta da  Mell Morcone al piano, “Don” Enrico Lombardi al basso,  Nicoletta Bernardi voce e percussioni.

dal Corriere di Como del  17 maggio 2002


Folco a Cantù
di Maurizio Pratelli

Torna questa sera sul palco del club canturino All'1&35circa  Folco Orselli. Insieme alla Compagnia dei Cani Scossi, la band composta dal batterista  Samuel Cereghini e dal polistrumentista Damiano Della Torre, formano uno dei gruppi più affiatati ed imprevedibili della scena musicale italiana, i loro concerti dalle atmosfere notturne e fumose, riportano spesso alla mente le stralunate invenzioni di Vinicio Capossela e del mitico Tom Waits. Folco Orselli nasce musicalmente nel '93, intorno al progetto Caligola, un duo che partecipa al Festival Sanremo Giovani e nel '96 esordisce per la Emi con l'album "Il sole che respira". Il buon successo del disco li porta in tour come band di spalla alle tournèe di Zucchero e poi di Tina Turner. Nel '98 Folco abbandona il duo e cambia decisamente rotta allestendo uno spettacolo dal vivo coinvolgente e dinamico, una sorta di concerto teatrale che si muove attraverso la vita di personaggi già incontrati, una sorta di viaggio tra sogno e realtà in un'alchimia di parole e musica. Pur avendo scritto più di quaranta pezzi originali, Folco non aveva ancora tradotto su cd il proprio progetto musicale. Finalmente, vinta la sua disincantata indifferenza, esce in questi giorni "La Stirpe di Caino" il nuovo lavoro che verrà presentato dal vivo proprio questa sera. Favole per grandi come lo stesso Folco, cantastorie per eccellenza, ama definire le sue canzoni legate ad un unico filo conduttore. Il Coinvolgente istrionismo di Folco Orselli ed il mestiere dei musicisti che lo accompagnano non saranno quindi la sola sorpresa della serata. 

dal Corriere di Como del  10 maggio 2002


Musica d'autore con La Banda del Ducoli 
di Maurizio Pratelli

Alessandro Ducoli, acclamato dalla critica dopo l'uscita del nuovo cd "Anche io non posso entrare", è l'artista che l'attentissimo club canturino All'1&35circa porterà questa sera,  inizio alle 22.00, sul proprio palco per un concerto che si annuncia davvero interessante. Nonostante l'esordio punk i primi lavori di Alessando Ducoli, poi noto nell'ambiente discografico come "Il Baco Matto", sono in pieno stile cantautorale. Un'anima musicale complessa che a volte lo porta sulle tracce di Neil Young ed altre ai grandi loser come Calvin Russell o Willie De Ville, un musicista che pur rifacendosi al classico cantautorato italiano,  non manca di alternare le proprie composizioni con atmosfere notturne alla Vinicio Capossela ed istrionismi più rock in stile Rino Gaetano. "Anche io non posso entrare" coniuga tutto questo in undici nuove composizioni che hanno anche il pregio di essere accompagnate da ottimi musicisti e da una ricca strumentazione che comprende fiati e tastiere.  Trascinanti introduzioni ed improvvisi cambi di ritmo, uniti alla voce roca e fumosa di Ducoli che a tratti, come in Dieci metri sotto la città, ricorda Tom Waits completano un lavoro maturo, originale e coinvolgente. Questa sera la "Band del Ducoli", nome d'arte per le esibizioni live, oltre ad Alessandro, voce e chitarra sarà sul palco con Lorenzo Lama chitarre elettriche, Renato Saviori, piano organo, Arcangiacomo Buelli batteria e Massimo Saviola basso elettrico e contrabbasso.

dal Corriere di Como del  4 maggio 2002


La Gang a Cantù !
di Maurizio Pratelli

Non poteva avere inizio migliore l'interessante attività live che verrà proposta in provincia nel mese di maggio. Infatti a calcare il palco del club canturino All'1&35circa questa sera alle 22.00, toccherà ai Gang una delle band più significative ed importanti della scena folk-rock italiana degli ultimi vent'anni. Come nessun altro, i Gang, hanno saputo coniugare le sonorità rock con le atmosfere della tradizione contadina, dimostrando con i loro testi impegnati e vissuti di saper raccogliere l'eredità dei grandi gruppi degli anni '70 e di poter essere il ponte ideale per unire l'esperienza del passato con la realtà del presente. La formazione marchigiana, che ruota intorno al nucleo principale formato dai fratelli Severini, dopo continue trasformazioni fa il suo esordio discografiche nel 1984 con Tribe Union, lp autoprodotto che li porta per la prima volta a suonare dal vivo in tutta Italia. Nel novembre 1987, dopo la parentesi di un 45 giri,  il nuovo lp, "Barricada Rumble Beat", sempre autoprodotto, apre nuove strade e le influenze dei GANG  si muovono ora tra R & B al Rock & roll, tra reggae e funk con un suono che si fa sempre più compatto e ruvido incurante delle mode del momento. Il meritato passaggio dai canali dell'underground a quelli discografici ufficiali avviene  nel 1988 con la firma di un'importante accordo con la CGD, senza che ciò comporti uno snaturamento della band. I Gang, pur continuando il proprio processo innovativo, ribadiscono con forza la loro voglia di rimanere aggrappati alle proprie radici musicali e "Reds" prodotto da Paul Roland, genio della psichedelia inglese e da Ambrogio Sparagna grande del folk italiano ne da ampia dimostrazione.  Gli anni '90, con il cd "Le Radici e Le Ali", si aprono con la grande novità del cantato in italiano che nulla toglie al  loro rock, sempre più centro di contaminazione con le musiche della tradizione popolare. Seguono altri 3 cd che, grazie anche alle collaborazioni, tra gli altri, di Massimo Bubola e Mauro Pagani, ne impreziosiscono rispettivamente i testi e la musica. L'attività live, con centinaia di concerti all'attivo porta i Gang a diventare una band di culto apprezzata da tutta la critica, tanto da meritare più volte la copertina  sia dell'innovativo Mucchio che del più conservatore Buscadero.  Il nuovo millennio della Gang  sia apre con l’uscita dell'ultimo cd "Controverso" che  rivendica con forza le radici  rock della band,  alternando brani potenti a piacevoli ballate. Sono passati molti anni da quando i Gang si vestivamo di pelle e imitavano gli Hell's Angels sull'onda di Easy Rider ma la loro voglia di fare musica è rimasta intatta ed esplosiva come sempre.

dal Corriere di Como del 1° maggio 2002


Mudcat, non solo blues stasera sul palco di Cantù
di Maurizio Pratelli

Camicia hawaiana e un grande sorriso sulle labbra. Così si presenterà sabato sera sul palco del club canturino All'1&35circa Dataj mahalnny "Mudcat" Dudeck. Proveniente da Atlanta, città che tanto ha dato al blues, e dove Mudcat è famosissimo avendo condiviso più volte il palco con leggende come Taj Mahal e Charlie Musselwhite, in pochi anni, grazie al suo girovagare per l'Europa, ha raccolto intorno a sé una vero e proprio seguito di estimatori. Il suono di Mudcat non è fatto di solo blues e le contaminazioni sono così diverse che diventa difficile inquadrare la sua musica,  in un genere, si spazia dal delta blues al jazz, dal dixieland al cajun, dal ragtime al country. L'energia e il piacere di suonare risultano spesso l'arma vincente quell'arma in grado di  coinvolgere il pubblico che assiste a suoi concerti. Difatti, come lo stesso artista ha più volte sottolineato, gran parte del suo successo è proprio dovuto alla chimica che si crea sul palco dove la "voglia live" emerge prepotente e contagiosa. Mudcat ha inciso una manciata di dischi, gli ultimi due "World Wide Mud", una ristampa di un vecchio cd e "Mud Sweat and Bears" entrambi del 1999 sono un ottimo esempio delle grandi doti di questo musicista anche come strumentista, notevole, infatti, la sua tecnica slide. Mudcat, chitarre e voce si esibisce in trio accompagnato da Julie sax e voce e da Snave chitarra, armonica e basso.

dal Corriere di Como del 13 aprile 2002


A Cantù il cantautore americano porta le sue ballate composte di aromi country e folk
Patrick McGinley preferisce i toni gentili
di Alessio Brunialti

Dal Connecticut a Cantù passando per il palco del club All’unaetrentacinquecirca di via Fossano 20 che stasera alle 22 ospiterà il cantautore americano Patrick McGinley accompagnato dai Family Style dei fratelli Limido. È solo l’ennesimo appuntamento con la musica di qualità di un locale entrato nella storia della musica dal vivo in Lombardia e che ora annuncia un nuovo “colpaccio” con il concerto della Gang, il prossimo 2 maggio. McGinley è nato a Rockville (là dove non vogliono andare i Rem di uno dei loro primissimi successi) ed è un songwriter con due caratteristiche inconfondibili: ha toni delicatissimi ed è mancino. Negli anni Sessanta si appassiona a tutto ciò che passa la radio, Beatles e Byrds su tutti, ma anche al rock’n’roll delle origini. Ma trova la sua strada sulla scia di tanti autori del decennio successivo, componendo ed esibendosi sia da solo che con diversi gruppi. Ha ripreso realizzando gli ottimi Old Man Romance e Recorded Life , raccolti in All Over The Place che è senza dubbio il miglior viatico per la sua musica fatta di aromi country e folk dai toni gentili suggellati da una voce profonda e incisiva. La sua ultima incisione è il live acustico Patrick, Family & Friends che lo vede affiancato da Marco e Franco Limido, deus ex machina dei Family Style. Da Arluno con passione, i due fratelli sono da sempre dei grandi rivisitatori del blues ma hanno saputo prestare efficacemente la chitarra e l’armonica alla musica di McGinley. Con la loro band stanno portando sui palchi un tributo ai Fleetwood Mac (i primi, quelli “neri” di Peter Green) che presto troverà spazio anche su disco. Sul live con l’americano hanno trovato spazio anche delle belle cover d’autore: Blue Wing di Tom Russel, Atlantic City di Springsteen, Paradise di John Prine Right In Time di Lucinda Williams e un bel medley tra Tupelo Honey di Van Morrison e The Weight della Band.

dalla Provincia di Como del 12 aprile 2002


McGinley, gli Usa tornano in Brianza
di Maurizio Pratelli

Con il concerto di Patrick McGinley, ritorna, questa sera a “All’1&35” di Cantù, in via Fossano 20, la grande musica americana. Formatosi sui dischi dei Beatles, dei Buffalo Springfield e dei Byrds, inizia giovanissimo a suonare la chitarra acustica.
Il folk, il bluegrass e il country sono le radici musicali alle quali il “ragazzo” del Connecticut, di chiare origine irlandesi, si ispira.
Più tardi la grande ammirazione per Bruce Springsteen porta le sue canzoni, che si distinguono anche per la particolarità della voce, ad avere sfumature rock in un impianto melodico di assoluto valore.
La Blue Flame Records, una delle etichette indipendenti italiane più attente e attive, nel 1999 decide di registrare All Over the Place una sorta di cd antologico che ripercorre gli esordi di Patrick Mc Ginley e l’anno successivo pubblica Patrick Family & Friends un cd dal vivo che raccoglie i brani più significativi del suo ultimo breve tour e da cui emerge l’amore per il grande John Prine.
In questa nuova serie di concerti Patrick, voce, chitarra, armonica e banjo è accompagnato da Jim Merck, polistrumentista che ha collaborato con artisti del calibro di Bonnie Raiatt ed Eric Andersen e dei Family Style, la band dei fratelli Limido. Una serata di assoluto valore, un viaggio che, partendo dalle radici attraversa la storia della musica americana. Ingresso con consumazione.

dal Corriere di Como del 12 aprile 2002

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