All'ennesimo
giornalista che lo additava come il nuovo Bob Dylan, Dan Bern rispose
così: "penso che Bob Dylan sia stato una specie di Dan Bern
degli anni '60". La risposta, chiaramente ironica, di Dan Bern
ci pone di fronte ad un'artista che pur ricordando moltissimo il
primo Dylan, quello più acustico degli esordi, ha saputo nel tempo e
soprattutto con l'ultimo disco, avviare un percorso proprio e non meno
originale. La sua musica è lo specchio di strade percorse, di
esperienze vissute, è l'anima di un'America amata e sofferta,
raccontata attraverso i suoi personaggi. Se da una parte vi sono spesso
riferimenti ai suoi eroi musicali, da Guthrie a Dylan in Talkin'
Woody, Bob, Bruce & Dan blues passando per Kurt
Kobain al quale ha dedicato Kurt nel suo disco
d'esordio e ultimamente una splendida strofa nella struggente God
Say No: "I asked God Do one thing for me Send
me back in time Send me to Seattle Let me go Find Kurt Cobain Take
away his gun Take away his bullets Talk to him Make him wanna live Tell
him how we love him Help him see his glory God Said No...." dall'altra,
a far capolino nelle sue canzoni sono Marilyn Monroe ed Henry Miller, Tiger
Woods, Cassius Clay o il Chelsea Hotel di New York, celebre
per aver ospitato artisti di tutti i generi. Ancora oggi alcuni pittori
pagano il conto con i loro quadri. Dan Bern è un'anima inquieta che
vive la propria libertà come una necessità assoluta ed i primi versi
di Jerusalem, una delle sue canzoni più belle ne sono una
conferna lampante: " When I tell you that I love you Don't
test my love Accept my love don't test my love Cause maybe I don't love
you all that much Don't ask what kind of music I'm gonna play tonight
Just stay awhile Hear for yourself awhile And if you must put me in a
box Make sure it's a big box With lots of windows... " Quando ti
dico che ti amo Non mettere alla prova il mio amore Accetta il mio
amore, non mettere alla prova il mio amore Perché forse non ti amo così
tanto Non chiedermi che tipo di musica suonerò stasera, Fermati per un
pò, ascolta e stabiliscilo da te E se proprio devi mettermi in una
scatola Assicurati che sia una scatola grande con tante
finestre....". Versi attraverso i quali sembra
cercare fuggire anche dalle etichette che spesso cercano di
"rinchiudere" la musica in un genere, in un filone.
Proprio New American Language, il nuovo cd che il songwriter
dell'Iowa presenterà in questo tour europeo, è l'esempio di come
sia difficile, ancora una volta, inquadrare Dan Bern. Abbandonata
in parte la matrice più roots, i dodici brani si
muovono, con convincente maturità, tra puro rock, buon punk
e ballate folk di grande classe. Se per Dan Bern il viaggio
è necessita, e i testi di questo nuovo disco ne sono un'altra
dimostrazione, suonare dal vivo è invece lo sfogo naturale
attraverso il quale mettere tutto in discussione, esperienze,
idee e speranze. Ma la grande capacità di saper trasmettere le proprie
emozioni fanno si che le sue canzoni, ascoltate dal vivo,
diventino una sorta di grande mano che dolce ci accompagna in un bel
viaggio e severa ci sveglia dall'indifferenza.
da Comusic
12 Giugno 2002
Recensione
di New American Language
Sito Ufficiale: www.danbern.com
Sito Italiano: www.ticino.com/usr/bigballs/
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Mollys musiche d'Irlanda
nel torrido Arizona
di Maurizio
Pratelli
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Don
Hugo O'Connor capitano spagnolo di nobili origini irlandesi fondò
il presidio di Tucson nel 1775, ed è proprio in questa
torrida città dell'Arizona, che i Mollys, si
sono da tempo stabiliti per diffondere il loro credo musicale.
Le radici del sound di questa folk band, quasi ad omaggiare il
fondatore della città che li ha adottati, affondano proprio nella
tradizione irlandese, per mischiarsi, in un indovinato azzardo, con la
musica popolare messicana ed americana. Attivo da oltre un
decennio, il gruppo nasce intorno alla cantautrice Nancy
McCallion che, dopo altre esperienze (MoPhonics), agli inizi degli
anno '90, da vita al progetto Mollys, il cui nome trae
spunto dal suono tipicamente "Irish" della loro musica. In
studio, i Mollys, realizzano una manciata di cd ma è solo nel
'97 con l'eccellente Heat Trick che riescono a catturare la
critica. Si scomoda persino il Washington Post che paragona la cantante
a Lucinda Williams, ma è tutta la stampa specializzata, americana
ed europea, a parlarne in toni lusinghieri. Sull'onda del successo
seguono Wankin' Out West, un live nato soprattutto per
accontentare i fans, Moon Over The Interstate e Only a
Story il loro lavoro più recente, pubblicato nel 2000.
Considerati, a ragione, una delle band più interessanti di musica roots,
nel senso più esteso del termine, i loro concerti, energici e vitali
riescono a trasmettere grande phatos. Il quintetto oltre alla
fondatrice Nancy McCallion, voce e penny whistle (il flauto povero)
è composto da Catherine Zavala, chitarra e mandolino, Dan
Sorenson, basso, Gary MacKender, batteria e dal polistrumentista Kevin
Scharmm. I Mollys con il ritmo dironpente delle loro danze
popolari, saranno ospiti del club canturino All'1&35circa giovedì
23 maggio alle 22.00. Un live da non perdere !
dal Corriere di Como
del 22 Maggio 2002
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Flavio Pirini, musica
d'autore a Cantù
di Maurizio
Pratelli
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In
attesa dei Mollys, l'evento che giovedì 23 chiuderà la stagione live del
club canturino All'1&35circa, questa sera sul palco
ancora buona musica d'autore. Flavio Pirini, voce
chitarra e percussioni, presenterà il nuovo cd “Bradipo
squattrinato",
undici brani di musica leggera “colorata” da macchie di swing, blues e
bossa. T
esti quotidiani e interiori che, nonostante la tendenza malinconica di cui
tutto il disco è pervaso, sanno parlare d’amore anche con ironia.
Una vocalità varia, frutto di tanto tempo passato a cercare un uso
proprio della voce, lo porta a staccarsi dalla "forma"
cantautoriale per avvicinarsi a riff più pop e a realizzare
nel ’97 un primo lavoro “60m demotape” a tratti
“sperimentale” e visionario.
La formazione
live che lo accompagna ad ogni concerto è composta da Mell
Morcone al piano, “Don” Enrico Lombardi al basso, Nicoletta
Bernardi voce e percussioni.
dal Corriere di Como
del 17 maggio 2002
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Folco a Cantù
di Maurizio
Pratelli
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Torna
questa sera sul palco del club canturino All'1&35circa Folco
Orselli. Insieme alla Compagnia dei Cani Scossi, la band composta dal
batterista Samuel Cereghini e dal polistrumentista Damiano Della
Torre, formano uno dei gruppi più affiatati ed imprevedibili della scena
musicale italiana, i loro concerti dalle atmosfere notturne e fumose,
riportano spesso alla mente le stralunate invenzioni di Vinicio Capossela
e del mitico Tom Waits. Folco Orselli nasce musicalmente nel '93, intorno
al progetto Caligola, un duo che partecipa al Festival Sanremo Giovani e
nel '96 esordisce per la Emi con l'album "Il sole che respira".
Il buon successo del disco li porta in tour come band di spalla alle tournèe
di Zucchero e poi di Tina Turner. Nel '98 Folco abbandona il duo e cambia
decisamente rotta allestendo uno spettacolo dal vivo coinvolgente e
dinamico, una sorta di concerto teatrale che si muove attraverso la
vita di personaggi già incontrati, una sorta di viaggio tra sogno e
realtà in un'alchimia di parole e musica. Pur avendo scritto più di
quaranta pezzi originali, Folco non aveva ancora tradotto su cd il proprio
progetto musicale. Finalmente, vinta la sua disincantata indifferenza,
esce in questi giorni "La Stirpe di Caino" il nuovo
lavoro che verrà presentato dal vivo proprio questa sera. Favole per
grandi come lo stesso Folco, cantastorie per eccellenza, ama definire
le sue canzoni legate ad un unico filo conduttore. Il
Coinvolgente istrionismo di Folco Orselli ed il mestiere dei
musicisti che lo accompagnano non saranno quindi la sola sorpresa della
serata.
dal Corriere di Como
del 10 maggio 2002
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Musica d'autore con La
Banda del Ducoli
di Maurizio
Pratelli
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Alessandro
Ducoli, acclamato dalla
critica dopo l'uscita del nuovo cd "Anche io non posso
entrare", è l'artista che l'attentissimo club canturino
All'1&35circa porterà questa sera, inizio alle 22.00, sul
proprio palco per un concerto che si annuncia davvero interessante.
Nonostante l'esordio punk i primi lavori di Alessando Ducoli, poi noto
nell'ambiente discografico come "Il Baco Matto", sono in pieno
stile cantautorale. Un'anima musicale complessa che a volte lo porta
sulle tracce di Neil Young ed altre ai grandi loser come Calvin
Russell o Willie De Ville, un musicista che pur rifacendosi al
classico cantautorato italiano, non manca di alternare le proprie
composizioni con atmosfere notturne alla Vinicio Capossela ed
istrionismi più rock in stile Rino Gaetano. "Anche io non posso
entrare" coniuga tutto questo in undici nuove composizioni che
hanno anche il pregio di essere accompagnate da ottimi musicisti e da
una ricca strumentazione che comprende fiati e tastiere.
Trascinanti introduzioni ed improvvisi cambi di ritmo, uniti alla voce
roca e fumosa di Ducoli che a tratti, come in Dieci metri sotto
la città, ricorda Tom Waits completano un lavoro maturo, originale e
coinvolgente. Questa sera la "Band del Ducoli", nome d'arte
per le esibizioni live, oltre ad Alessandro, voce e chitarra sarà sul
palco con Lorenzo Lama chitarre elettriche, Renato Saviori, piano
organo, Arcangiacomo Buelli batteria e Massimo Saviola basso elettrico e
contrabbasso.
dal Corriere di Como
del 4 maggio 2002
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La Gang a Cantù !
di Maurizio
Pratelli
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Non
poteva avere inizio migliore l'interessante attività live che
verrà proposta in provincia nel mese di maggio. Infatti a calcare il
palco del club canturino All'1&35circa questa sera alle 22.00, toccherà
ai Gang una delle band più significative ed importanti
della scena folk-rock italiana degli ultimi vent'anni. Come nessun altro, i
Gang, hanno saputo coniugare le sonorità rock con le atmosfere della tradizione
contadina, dimostrando con i loro testi impegnati e vissuti di
saper raccogliere l'eredità dei grandi gruppi degli anni '70 e di poter
essere il ponte ideale per unire l'esperienza del passato con la realtà
del presente. La formazione marchigiana, che ruota intorno al nucleo
principale formato dai fratelli Severini, dopo continue
trasformazioni fa il suo esordio discografiche nel 1984 con Tribe
Union, lp autoprodotto che li porta per la prima volta a suonare dal
vivo in tutta Italia. Nel novembre 1987, dopo la parentesi di un 45 giri, il
nuovo lp, "Barricada Rumble Beat",
sempre autoprodotto, apre nuove strade e le influenze dei GANG si
muovono ora tra R & B al Rock & roll, tra reggae e
funk con un suono che si fa sempre più compatto e ruvido incurante delle
mode del momento. Il meritato passaggio dai canali dell'underground a
quelli discografici ufficiali avviene nel 1988 con la firma di
un'importante accordo con la CGD, senza che ciò comporti uno snaturamento
della band. I Gang, pur continuando il proprio processo
innovativo, ribadiscono con forza la loro voglia di rimanere
aggrappati alle proprie radici musicali e "Reds"
prodotto da Paul Roland, genio della psichedelia inglese e da Ambrogio
Sparagna grande del folk italiano ne da ampia dimostrazione.
Gli anni '90, con il cd "Le Radici e Le Ali",
si aprono con la grande novità del cantato in italiano che nulla toglie
al loro rock, sempre più centro di contaminazione con le musiche
della tradizione popolare. Seguono altri 3 cd che, grazie anche
alle collaborazioni, tra gli altri, di Massimo Bubola e Mauro Pagani,
ne impreziosiscono rispettivamente i testi e la musica. L'attività live,
con centinaia di concerti all'attivo porta i Gang a diventare una band di
culto apprezzata da tutta la critica, tanto da meritare più volte la
copertina sia dell'innovativo Mucchio che del più conservatore
Buscadero. Il nuovo millennio della Gang sia apre
con l’uscita dell'ultimo cd "Controverso" che
rivendica con forza le radici rock della band,
alternando brani potenti a piacevoli ballate. Sono passati
molti anni da quando i Gang si vestivamo di pelle e imitavano gli Hell's
Angels sull'onda di Easy Rider ma la loro voglia di
fare musica è rimasta intatta ed esplosiva come sempre.
dal Corriere di Como
del 1° maggio 2002
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Mudcat, non solo blues
stasera sul palco di Cantù
di Maurizio
Pratelli
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Camicia hawaiana e un
grande sorriso sulle labbra. Così si presenterà sabato sera sul palco
del club canturino All'1&35circa Da nny
"Mudcat" Dudeck. Proveniente da Atlanta, città che tanto ha
dato al blues, e dove Mudcat è famosissimo avendo condiviso più volte
il palco con leggende come Taj Mahal e Charlie Musselwhite, in pochi
anni, grazie al suo girovagare per l'Europa, ha raccolto intorno a sé
una vero e proprio seguito di estimatori. Il suono di Mudcat non è
fatto di solo blues e le contaminazioni sono così diverse che diventa
difficile inquadrare la sua musica, in un genere, si spazia dal
delta blues al jazz, dal dixieland al cajun, dal ragtime al country.
L'energia e il piacere di suonare risultano spesso l'arma
vincente quell'arma in grado di coinvolgere il pubblico che
assiste a suoi concerti. Difatti, come lo stesso artista ha più
volte sottolineato, gran parte del suo successo è proprio dovuto alla
chimica che si crea sul palco dove la "voglia live" emerge
prepotente e contagiosa. Mudcat ha inciso una manciata di dischi, gli
ultimi due "World Wide Mud", una ristampa di un
vecchio cd e "Mud Sweat and Bears" entrambi del 1999
sono un ottimo esempio delle grandi doti di questo musicista anche come
strumentista, notevole, infatti, la sua tecnica slide. Mudcat,
chitarre e voce si esibisce in trio accompagnato da Julie sax e voce e
da Snave chitarra, armonica e basso.
dal Corriere di Como
del 13 aprile 2002
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A Cantù il cantautore
americano porta le sue ballate composte di aromi country e folk
Patrick McGinley preferisce i toni gentili
di Alessio
Brunialti
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Dal
Connecticut a Cantù passando per il palco del club All’unaetrentacinquecirca
di via Fossano 20 che stasera alle 22 ospiterà il cantautore americano
Patrick McGinley accompagnato dai Family Style dei fratelli Limido. È
solo l’ennesimo appuntamento con la musica di qualità di un locale
entrato nella storia della musica dal vivo in Lombardia e che ora annuncia
un nuovo “colpaccio” con il concerto della Gang, il prossimo 2 maggio.
McGinley è nato a Rockville (là dove non vogliono andare i Rem di uno
dei loro primissimi successi) ed è un songwriter con due caratteristiche
inconfondibili: ha toni delicatissimi ed è mancino. Negli anni Sessanta
si appassiona a tutto ciò che passa la radio, Beatles e Byrds su tutti,
ma anche al rock’n’roll delle origini. Ma trova la sua strada sulla
scia di tanti autori del decennio successivo, componendo ed esibendosi sia
da solo che con diversi gruppi. Ha ripreso realizzando gli ottimi Old Man
Romance e Recorded Life , raccolti in All Over The Place che è senza
dubbio il miglior viatico per la sua musica fatta di aromi country e folk
dai toni gentili suggellati da una voce profonda e incisiva. La sua ultima
incisione è il live acustico Patrick, Family & Friends che lo vede
affiancato da Marco e Franco Limido, deus ex machina dei Family Style. Da
Arluno con passione, i due fratelli sono da sempre dei grandi rivisitatori
del blues ma hanno saputo prestare efficacemente la chitarra e
l’armonica alla musica di McGinley. Con la loro band stanno portando sui
palchi un tributo ai Fleetwood Mac (i primi, quelli “neri” di Peter
Green) che presto troverà spazio anche su disco. Sul live con
l’americano hanno trovato spazio anche delle belle cover d’autore:
Blue Wing di Tom Russel, Atlantic City di Springsteen, Paradise di John
Prine Right In Time di Lucinda Williams e un bel medley tra Tupelo Honey
di Van Morrison e The Weight della Band.
dalla
Provincia di Como
del 12 aprile 2002
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McGinley, gli Usa tornano
in Brianza
di Maurizio
Pratelli
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Con
il concerto di Patrick McGinley, ritorna, questa sera a
“All’1&35” di Cantù, in via Fossano 20, la grande musica
americana. Formatosi sui dischi dei Beatles, dei Buffalo Springfield e
dei Byrds, inizia giovanissimo a suonare la chitarra acustica.
Il folk, il bluegrass e il country sono le radici musicali alle quali il
“ragazzo” del Connecticut, di chiare origine irlandesi, si ispira.
Più tardi la grande ammirazione per Bruce Springsteen porta le sue
canzoni, che si distinguono anche per la particolarità della voce, ad
avere sfumature rock in un impianto melodico di assoluto valore.
La Blue Flame Records, una delle etichette indipendenti italiane più
attente e attive, nel 1999 decide di registrare All Over the Place una
sorta di cd antologico che ripercorre gli esordi di Patrick Mc Ginley e
l’anno successivo pubblica Patrick Family & Friends un cd dal vivo
che raccoglie i brani più significativi del suo ultimo breve tour e da
cui emerge l’amore per il grande John Prine.
In questa nuova serie di concerti Patrick, voce, chitarra, armonica e
banjo è accompagnato da Jim Merck, polistrumentista che ha collaborato
con artisti del calibro di Bonnie Raiatt ed Eric Andersen e dei Family
Style, la band dei fratelli Limido. Una serata di assoluto valore, un
viaggio che, partendo dalle radici attraversa la storia della musica
americana. Ingresso con consumazione.
dal Corriere di Como
del 12 aprile 2002
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