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dicembre 2000 |
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Applausi
a Phil
Cody e alla sua
formidabile band Con le sue ballate "elettroacustiche" in bilico tra folk e rock, tra tradizione e modernità, Phil Cody ha conquistato , l'altra sera, il pubblico del club canturino "All'Unaetrentacinquecirca". Accompagnato da una solida band (basso, batteria e chitarra solista) Cody si è divertito a rileggere le sue canzoni più belle e a presentare il suo nuovo cd, intitolato Big Slow Mover. Strepitose le rivisitazioni di alcuni brani come Unmaried Ladies, Soldiers, Solana Beach song, Straight to Hell dei Clash, If I Needed You di Townes Van Zandt. E ancora, French Postcards e Splendid Isolation di Warren Zevon. Durante lo show il pubblico ha ripetutamente applaudito Roger Len Smith che, oltre ad aver svolto un lavoro impeccabile al basso, si è cimentato in una composizione propria (Deep With You) tratta dal suo nuovo album My Best Friend. Apprezzata performance da solista anche per il chitarrista Steve McCormick che dal suo recente Greenhouse ha presentato Heart Attack. Poi Phil Cody ha imbracciato l'acustica e "riconquistato" la posizione di leader al centro della band per un finale in crescendo e un appuntamento a presto con un nuovo album. Le attese sono altissime perchè il talento compositivo di Cody è eccezionale e l'ultimo Big Slow Mover ha sicuramente qualcosa in meno rispetto al primo e folgorante The Sons of Intemperance Offering, in cui ogni canzone era un potenziale singolo e classico del folk-rock americano. dal Corriere di Como del 17.12.00 |
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Personaggi/ Il
songwriter americano questa sera "All'una&35circa"
Jeff Finlin, sel segno di Bob Dylan Partito come batterista si è imposto con "Everithing but my heart" Jeff Finlin è uno dei grandi cantautori a metà strada tra la poesia e il rock che appartengono al fertile sottobosco della scena musicale d'oltreoceano. Questa sera. (24.11.00) alle 22.30, si esibirà accompagnato dalla sua band sul palco del locale canturino All'una&35circa. Gli sterimati campi di grano e la desolazione industriale della sua terra natia, l'Ohio, si riflettono nella sua musica così come la sua passione per Bob Dylan. Finlin ricorda il menestrello di Duluth sia nell'impostazione vocale che , e soprattutto, nel modo di scrivere e di descrivere. Tanti songwriter negli States vengono spesso presentati come cloni di Dylan e, nonostante il recente successo di David Grey (fino a poco tempo fa sconosciuto e ora in testa alle classifiche di tutto il mondo), diventa per loro difficile negli anni scrollarsi di dosso questa ingombrante etichetta. Ma la musica di Jeff Finlin, sempre in bilico tra l'acustico e l'elettrico, dolce e potente. è in grado di valicare in ogni momento questa frontiera. Finlin inizia a calcare i palcoscenici di Boston come batterista e ne primi anni ottanta si sposta a Nashville dove fonfa la band "The Thieves". La Capitol pubblica l'album di esordio Seduced by money", prodotto dal cantautore Marshall Creenshaw e la canzone Everithing but my heart raggiunge la top 50 statunitense. Poi Finlin lascia la band e comincia la sua avventura da solista, pubblicando in pochi anni una manciata di dischi di notevole spessore: Lonely Light e lo splendido The Highway Diaries. Il suo ultimo album Original Fin è stato registrato a New York con musicisti quali Marc Ribot (già con Tom Waits, Elvis Costello, Vinicio Capossela), Tony Ganier (Bob Dylan) e Joel Diamond (Rolling Stones). In gennaio è prevista l'uscita del nuovo cd Somewhere South of Wonder. Andrea
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