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LAustralia Cantù
e le "ricette" di Freddie
di Maurizio
Pratelli
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Il
club canturino All’1&35circa, un po’ come il Big Mama a Roma, è una
tappa quasi obbligatoria per i giovani songwriter anglosassoni in tour
nel nostro paese. Lisa Fitzgibbons, protagonista del concerto di questa
sera alle 21, è un’artista di origine Australiana che da anni vive in
Inghilterra. Pensando a lei viene in mente, Marie Desalle la cantautrice
che si esibiva nei piccoli locali di Londra di cui si era innamorato Rob
il protagonista “di Alta Fedeltà” , il romanzo di Nick Horny
considerato un libro cult da tanti appassionati di musica. Anche i
dischi di Lisa, non vantando una distribuzione importante, sono più
facili da acquistare durante i concerti e l’ultimo,
Songbook 14,
considerato dalla stessa autrice la mina vagante del suo catalogo, viene
presentato dal vivo questa sera. Questo album, il quarto della sua
carriera se contiamo anche il live,
è un lavoro acustico, un
unplugged, nel quale il canto di Lisa e il suono della sua chitarra
emergono con immediatezza e spontaneita. La sua splendida voce,
cristallina e pura, porta inevitabilmente ai paragoni importanti con
Anie Di Franco, Alanis Morisette e perfino Janis Joplin, pur mantenendo
il tipico approccio degli story teller, i cantastorie australiani che
hanno preso a cuore situazioni difficili come quella del popolo
aborigeno. Sul palco brianzolo, dopo Lisa Fitzgibbons, anche Dado di
brodo di pesce lo show acustico di Freddie, che prosegue con Claudio
Bazzari e Lou Ripamonti la presentazione dell’album Nel regno degli
animali.
dal Corriere di Como del 10 marzo 2005
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"Stazione in Concorso"
Giovani autori e band lariane in gara a Cantù
di Maurizio
Pratelli
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Per
completare l’intensa attività musicale che da quasi tre lustri
contraddistingue il celebre club canturino All’1&35circa, mancava solo
un concorso musicale. Bene, anche questo traguardo, raggiunto grazie
all’esperienza maturata con la rassegna “Stazione Cantautori”,
organizzata da Andrea Parodi, sta per essere tagliato. Con l’obiettivo
di lanciare giovani autori e gruppi emergenti, di dar loro la
possibilità di trovare nuovi spazi e magari un contratto discografico è
stato indetto “Stazione in Concorso”, competizione che inizierà a metà
aprile e vedrà impegnati gli iscritti sul palco del locale canturino
ogni domenica sera. Da Cantù e dalle varie rassegne organizzate in zona
sono emersi artisti e band che hanno poi tenuto concerti in tutta Italia
e all’estero, un vincitore del Premio Tenco, due vincitori di Recanati e
una ventina di finalisti in altre manifestazioni nazionali come
Castrocaro, Premio Rino Gaetano, Premio Ciampi di Livorno, Festival di
Boario Terme, Premio Pigro Ivan Graziani di Teramo e molti altri. Un
trampolino di lancio brianzolo che rinnova quindi il suo fermento con
una “gara” alla quale basteranno alcuni semplici requisiti per poter
partecipare: proporre canzoni in italiano - brani originale e non solo
cover - , nel caso dei cantautori non superare i quarant’anni, mentre
per i gruppi conterà l’età media. I generi accettati potranno spaziare
dal pop, al rock, dal reggae allo ska, dal folk, allo swing e anche i
gruppi punk saranno accettati tenendo conto che dovranno misurarsi con
la dimensione di un locale che privilegia il rock d’autore e il
songwriting all’americana. Il contesto nel quale i musicisti dovranno
misurarsi sarà quello semiacustico con batterie poco invadenti, chitarre
elettriche non distorte dai troppo pedali. Lo stile “unplugged”, quello
che negli anni ’90 ha prodotto molti dischi, da Bob Dylan a Eric Clapton,
passando per gli immortali Nirvana, potrà essere lo stile giusto al
quale si dovrà far riferimento per le esibizioni del concorso. La giuria
sarà formata da esperti e addetti ai lavori: giornalisti dei quotidiani
e dei settimanali locali, di portali internet di settore, musicisti e
produttori discografici. Poi ci sarà il pubblico il cui entusiasmo sarà
determinante per lanciare gli artisti che sapranno proporsi con
originalità: gli organizzatori della manifestazione non nascondono
infatti di non amare i troppi cloni di artisti che hanno segnato la
storia recente della musica italiana d’autore, Capossela su tutti. Per
iscriversi alla kermesse canturina, organizzata in collaborazione con
Alambicco Records e Fanalino di Coda, sarà sufficiente ritirare il
modulo disponile All’1&35 Circa di via Fossano, 20 a Cantù o richiederlo
via e-mail a
fanalinodicoda@katamail.com e spedirlo entro
il 9 aprile. I vincitori avranno la possibilità di tenere un concerto
nel noto locale, di avere una seria e attenta valutazione di un proprio
demo da parte dello staff di un’etichetta discografica e un servizio di
ufficio stampa per la loro esibizione da trionfatori di “Stazione in
Concorso”. Maurizio Pratelli
dal Corriere di Como del 10 marzo 2005
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Tributo
a Tom Waits
con Muldoon
di Maurizio
Pratelli
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Un
tributo a Tom Waits, nel locale dedicato ad un musicista alternativo
come Vinicio Capossela, che molto ha attinto dal grande maestro, è per
tanti appassionati un vero e proprio evento. Così, gli habituè del club
canturino All’1&35circa, e tutti i fan dell’autore di capolavori come
Rain Dogs, questa sera alle 22 possono assistere ad un concerto di
grande spessore. A riproporre il vastissimo repertorio del genio
californiano il “vagabondo” David Muldoon , artista originario di
Miami, Florida, che dopo aver trascorso molti anni della sua vita tra
New York e Los Angeles, vive da qualche tempo a Milano. Oltre a
scrivere le proprie canzoni, Muldoon interpreta con religiosa
devozione i brani di Tom Waits, da sempre suo faro musicale. La voce
cavernosa e l'irruente presenza scenica lo aiutano moltissimo
nell’interpretare soprattutto il giovane Waits, quello che a soli 24
anni, debuttò con l’album Closing Time, aperto da una gemma del
calibro di Ol’55. Accompagnato dalla Boogey Man Orchestra,
composta da Agostino Marino al contrabbasso e Mauro Sansone alla
batteria, Muldoon, voce e chitarra, propone un tributo che non è solo
una semplice riproposizione di cover, ma una vera e propria
interiorizzazione del messaggio waitsiano che diviene linguaggio
universale, stile di vita. Serate come queste si trasformano spesso in
una sorta di raduno di tutti i "rain dogs" sparsi per il mondo che si
incontrano per evocare la presenza del “ragazzo” di Pomona. Ospite
speciale della band, alla fisarmonica, il cantautore Stefano Tessadri,
recente autore del lavoro discografico Dietro ogni attesa,
ennesimo “omaggio” al sempre clonatissimo Capossela. Chi invece ha
sempre avuto qualche difficoltà a recepire il messaggio musicale di Tom
Waits, diventato via via sempre più ostico, il nuovissimo Real Gone
parla chiarissimo in questo senso, potrà trovare rifugio al Woodstock di
Grandate che alle 22 di questa sera ospita Alberto Camerini, vecchia
conoscenza del punk rock italiano. Indimenticato interprete di brani
come Bambulè e Serenella, ma anche di episodi trash,
tipici degli anni ’80, come Rock ‘n’ Roll Robot e Tanz
bambolina, il cantautore di origine brasiliana propone oggi un
miscela di generi che vanno dallo ska alla canzone d’autore. Il suo
ultimo album, Cyberclown, risale al 2001 e raccoglie canzoni che
parlano chiaro come Alice forse lo sa già e Non Rompermi le
skatole
Corriere di Como del 24 febbraio 2005
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Le
canzoni “in costruzione” di Stefano Barotti,
questa sera dal vivo a Cantù
di Alfredo
del Curatolo
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Il
cantautore toscano, che questa sera si esibisce sul palco di All’unaetrentacinquecirca,
ha un solo album all’attivo e già può essere considerato uno dei grandi
sottovalutati del panorama musicale italiano. Già, perché “Uomini in
costruzione” è un’opera prima significativa, matura, a tratti
emozionanti. Storie come quadretti dipinti con cura in equilibrio tra
memoria e immaginazione, senza che un aspetto disturbi l’altro, una voce
netta e raffinata, piccoli gioielli come “Piove”, “Lo spaventapasseri”,
“Compositore di canzoni” e soprattutto la title-track. Merito anche del
folk-rocker americano Jono Manson, che ha prodotto artisticamente il
disco del giovane di Pietrasanta, mettendo a disposizione i suoi
musicisti (grande la chitarra di Kevin Trainor) e facendoli incontrare
con ottimi session men italiani tra cui il chitarrista blues Paolo
Bonfanti. “Uomini in costruzione” è un disco di canzoni d’autore,
degregroriane (“Lilli e il lupo” anche un po’ troppo), con i suoni del
rock rurale? Non poteva interessare gli accademici e i puristi della
poesia in musica all’italiana, così Barotti per adesso si deve
accontentare di essere un autore di culto e di ricevere qualche
lusinghiera recensione. Lui che per sbarcare il lunario ha fatto il
cuoco e l’imbianchino, però, non si perde d’animo e continua a scrivere
splendide ballate (ascoltare dal vivo la nuova “Gli ospiti”, per
credere). Questa sera è accompagnato da una solida band: il fratello
Marco alla batteria, Lele Ulivi alla chitarra e Paolo Bertilorenzi al
basso. E non è detto che faccia una comparsata anche Jono Manson, che si
trova dalle nostre parti. Il locale canturino ci ha abituato a buoni
appuntamenti con la musica che vale, questo è assolutamente imperdibile.
Fidatevi.
da La Provincia dell'11 febbraio 2005
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La
Musica d'autore si ferma a Cantù
Un febbraio denso di grandi appuntamenti
live
di
Maurizio Pratelli
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Conosciuto
da tutti, non solo in provincia, come un piccolo rifugio per gli
appassionati di rock americano, il club canturino All’1&35circa, grazie
alla rassegna “Stazione Cantautori”, promossa ogni mercoledì sera, è
riuscito a trasformarsi in una sorta di isola felice anche per i fan
della canzone d’autore italiana. Il programma di febbraio, oltre alla
fortunata manifestazione di metà settimana organizzata da Andrea Parodi,
propone infatti una serie di concerti davvero interessanti. Il primo,
venerdì 4, vedrà impegnati sul celebre palco brianzolo i Terramare,
formazione emiliana caratterizzata dalle
sonorità mediterrane e da influenze folk
rock, che presenteranno il nuovo album "Canti rubati”, al quale hanno
collaborato i bravi Mercanti di Liquore, anche loro ospiti dell’atteso
show. Il weekend successivo doppio impedibile appuntamento: venerdì 11
Stefano Barotti, uno dei cantautori più interessanti di questi anni
presenterà l’album “Uomini in Costruzione”. Artista toscano facilmente
riconducibile al primo de Gregori, ha saputo scrivere un pugno di
canzoni come da tempo non se ne sentivano, trovando un supporto prezioso
nella collaborazione con il songwriter americano Jono Manson; sabato 12,
dalla Liguria, giungerà invece Claudia Pastorino, polivalente artista
che vanta la pubblicazione di ben 5 libri e 3 dischi nei quali la sua
splendida voce non può passare inosservata. Ma non è tutto, perché
oltre all’Irish Folk degli Inis Fail, venerdì 18, il mese di febbraio
presenterà un live che chiamerà a raccolta tutti i fan di Tom Waits,
anche quelli che ancora faticano a digerire il nuovo lavoro “Real Gone”.
Venerdì 25 a chiudere il ricco cartellone ci penserà infatti la Boogey
Man Orchestra guidata dal cantante
David Muldoon, che ha trovato dimora a Milano, dopo un
lungo peregrinare negli States. La voce cavernosa e l'irruente presenza
scenica ricordano molto da vicino gli eccessi del giovane Waits ed il
concerto tributo non è soltanto una semplice riproposizione di cover,
ma una vera e propria interiorizzazione del messaggio waitsiano.
Maurizio Pratelli
dal Corriere di Como del 2 febbraio 2005
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